L’AQUILA –  Stava tornando a casa dopo una lunga giornata di lavoro  e venne azzannato da tre grandi cani padronali: cadde in un ruscello battendo la testa e morì dopo essere stato sbranato dai molossi.

Per la terribile morte di Edmund Preka,  muratore di 36 anni, residente nella frazione di Paganica, il tribunale ha condannato a  sei mesi di reclusione (benefici di legge) il proprietario degli animali, Gianluca De Paulis,  oltre a una provvisionale di circa 350mila euro a favore della moglie, figli e  altri familiari della vittima.

Ma la somma complessiva da pagare, soprattutto se verrà confermato il verdetto, sarà molto più alta in sede civile. La richiesta di risarcimento è di un milione e 300mila euro.

La contestazione è quella di omicidio colposo collegata al malgoverno di animali in tema di omessa custodia.

Nel procedimento era indagata anche la moglie dell’imputato Sara Galassi  che ha patteggiato tempo addietro.

Le indagini furono svolte dai carabinieri della stazione di Paganica, coordinati dal luogotenente  Nunzio Gentile, e si appurò che il recinto di questi animali non era sufficientemente sicuro e ciò permise ai cani di  uscire e andare indisturbati per le zone circostanti. Secondo l’accusa l’imputato sarebbe stato sollecitato dai vicini, prima della tragedia, a tenere sotto controllo i cani in quanto ritenuti aggressivi.

La parte civile è stata rappresentata dagli avvocati Sonia Giallonardo del Foro aquilano  e Antonio Pascale di Avezzano mentre l’imputato è stato assistito dai legali aquilani  Antonio Valentini e Alessandro De Paulis i quali,  convinti dell’innocenza del loro assistito, ricorreranno in appello non appena saranno note le motivazioni della sentenza per quei fatti che risalgono al 2018.