L’AQUILA – “Si conclude positivamente”, secondo una nota non firmata del Comune dell’Aquila, la vicenda dei 5 dipendenti dell’Azienda farmaceutica municipalizzata (Afm) a rischio licenziamento e in mobilità dallo scorso 13 agosto, ma potrebbero esserci ancora problemi alla scadenza delle convenzioni stipulate tra l’amministrazione e la stessa Afm.

Una risoluzione positiva ma ancora una volta temporanea, sembrerebbe, che si lega in modo inevitabile alle ”eventuali proroghe dei contratti per i servizi nei quali saranno reimpiegati i lavoratori”, secondo il segretario generale dell’Ugl Abruzzo Piero Peretti.
 
Tre dei 5 dipendenti a rischio licenziamento si occuperanno dell’affissione dei manifesti con uno stanziamento da parte del Comune di 35 mila euro fino a fine d’anno, mentre gli altri due saranno impiegati nella consegna gratuita di farmaci a domicilio. Servizio, quest’ultimo, proposto dall’amministrazione in via sperimentale per un anno, con una somma a disposizione di 40 mila euro totali, come spiegato dall’assessore al Sociale Emanuela Di Giovambattista.
 
Dal sindaco Massimo Cialente e da alcuni esponenti comunali, informazioni frammentarie e generiche sulla vicenda, in un tam tam di telefonate di questo giornale, terminate poi con i chiarimenti di Peretti, presente alla riunione di ieri sulla questione, insieme al segretario comunale Carlo Pirozzolo, il presidente dell’Afm Giorgio Masciocchi, il direttore Roberto Fontana, e le rappresentanze sindacali aziendali.
 
“I sindacati restano vigili – spiega Peretti, che per il momento si dice soddisfatto – La situazione non è ancora risolta definitivamente. Ci dovrà essere una proroga di questo servizi, altrimenti si torna al punto di partenza”.
 
La procedura di ieri si è conclusa con esito positivo, ma resta il problema della sostenibilità economica del personale che, secondo Peretti, “si riproporrà di nuovo”.
 
Il segretario sottolinea al riguardo la massima attenzione dell’Ugl, perché si “andrà sempre incontro a delle scadenze, anche se il Comune si è sempre dimostrato disponibile, manifestando la volontà di fare proroghe”, aggiunge.
 
Di diverso parere il presidente dell’Afm, Giorgio Masciocchi, che si dice soddisfatto di aver rispettato l’impegno e garantisce in modo ottimistico “la salvaguardia dei posti di lavoro su un orizzonte temporale ampio”, dopo la riunione che ha determinato la chiusura dell’avvio della procedura di mobilità dei dipendenti.
 
“Come azienda abbiamo fatto modifiche interne organizzative per il mantenimento del livello di occupazione – precisa – Rimarrà l’impegno di ottimizzare il più possibile gli impegni gestionali”.
 
“La volontà dell’amministrazione affermata fin dall’inizio di questa vicenda è stata rispettata – dice brevemente il sindaco Cialente – Non volevamo licenziare nessuno e ci siamo riusciti”.
 
In riferimento al nuovo servizio di consegna farmaci a domicilio, l’assessore alle Politiche sociali Di Giovambattista commenta: “Il mio settore lo ha proposto e affidato all’azienda che lo ha accolto con favore. Il Comune ha messo a disposizione 40 mila euro per un servizio sperimentale le cui modalità saranno stabilite dall’Afm”. 
 
Una cifra, questa, che potrebbe non bastare, secondo Peretti, che precisa: “Si dovrà ridurre di molto il numero degli utenti che potranno usufruire di questo servizio, magari si darà alle fasce più bisognose. È impensabile che  possa funzionare con quel budget per 70 mila persone, bisognerà ridurre il numero di utenti per problemi logistici e di gestione delle risorse”.
 
Per ridare definitivo respiro all’azienda, secondo il sindacalista, la soluzione ottimale e “più ovvia” sarebbe l’affidamento alla stessa del servizio cimiteriale, tolto all’Afm proprio l’anno scorso ed affidato dal Comune a una cooperativa.
 
“A nostro avviso il risparmio che doveva esserci con questo passaggio di consegne non c’è stato – conclude Peretti – L’amministrazione ha tolto un servizio all’azienda per poi doversene inventare altri per salvaguardare i posti di lavoro messi a rischio con questa operazione che è all’origine di tutti i problemi incontrati dall’Afm fino a oggi”.