L’AQUILA – “Auspico uno spirito costruttivo, senza dimenticare che con il nuovo decreto appena pubblicato in gazzetta ufficiale, forse si potranno aprire scenari nuovi, compresa la rimodulazione dei tributi per le categorie che hanno subito gli aumenti più consistenti. Vorrei valutare insieme ai commercianti questa possibilità”.

Risponde così l’assessore comunale Lelio De Santis ai commercianti aquilani che ieri hanno tenuto una riunione infuocata e si preparano a dare battaglia contro gli aumenti della nuova tassa sui rifiuti che, solo per fare qualche esempio, per ristoranti, trattorie e pizzerie salirà del 121 per cento, per ortofrutta fiorai e pescherie del 153 per cento.

Un salasso che rischia di affondare definitivamente tante attività già in profonda crisi.

Aumenti considerati iniqui anche perché, è stato osservato, per banche, sedi di partito e supermercati sono previste anche consistenti riduzioni del tributo. E in un clima di esasperazione, sono state tante le accuse nei confronti dell’assessore De Santis, che, lamentano i commercianti, non  avrebbe fatto tutto il possibile per tutelarli.

“Non sono io il responsabile dell’aumenti della Tares, è il governo che ha stabilito le tariffe, il Comune non ha potuto fare altro che applicare la legge. Con pochissimi margini di manovra”, ammette.

“Sono il primo a dire che questi aumenti sono in molti casi insostenibili – risponde De Santis – capisco la loro rabbia, ma vorrei ricordare è il decreto legge 201/2011, nell’istituire la Tares, ha anche stabilito  che il costo dello smaltimento deve essere coperto al 100 per cento e che deve pagare di più chi produce più rifiuto. Ed è sempre la legge a stabilire i parametri da applica re  ciascuna categoria, ovvero che  i fruttivendoli devono pagare di più degli istituiti di credito. Ripeto: non avevamo margini di manovra. Lo staso è caduto in tutte le città italiane. Aggiungo che il Comune dell’Aquila, per la raccolta rifiuti ha una base imponibile molto ristretta a seguito del sisma, con migliaia di edifici inagibili che non pagano”.

“Io auspicavo – precisa l’assessore – e continuerò a farlo, che il governo riconosca l’eccezionalità della nostra condizione, ma per far questo dobbiamo remare tutti nella stessa direzione”.

De Santis poi respinge l’accusa di aver disertato gi ultimi incontri richiesti dalla Confcommercio: “Ricordo che il penultimo incontro fissato circa un mese fa è saltato perché  avevano un altro improrogabile appuntamento, l’ultima volta invece ho dovuto disdire io perché avevo l’influenza”. Il prossimo incontro dunque si terrà giovedì 20 marzo.