L’AQUILA – L’Aquila Rugby 1936 ancora una volta davanti alla giustizia sportiva a causa dei debiti con i giocatori.

Questa volta non si tratta di una pendenza legata alla vecchie gestioni societaria ma a quella attuale.

A chiamare in causa L’Aquila la seconda linea Andrea Pegoretti, in neroverde lo scorso anno, che ha presentato un lodo arbitrale per avere le quattro mensilità che ancora deve percepire.

Un nuovo neo sul pedigree del sodalizio pentascudettato, presieduto da Romano Marinelli, e diretto dal suo collaboratore più fidato: Massimiliano Placidi, di fatto il vero dominus della società.

Tra l’altro, da quanto si apprende Pegoretti non sarebbe l’unico ex ad avanzare ancora dei soldi dall’Aquila rugby.

Il giocatore si era anche dichiarato disposto a spalmare in 12 mesi il credito che vanta, allungando di 60 giorni il termine classico.

Un “buffo” che va necessariamente saldato, considerato che la Federugby ha regole rigide in materia: in caso di inadempienze ci sono sanzioni che vanno dalla penalizzazione, passando per la non iscrizione fino ad arrivare alla radiazione dai campionati. 

Eppure tempo fa il diggì Placidi, in una conferenza stampa, aveva dichiarato che “i debiti erano stati quasi tutti ripianati”.

La domanda, a questo punto, è d’obbligo: non è che le somme reperite in questa stagione, grazie agli sponsor e all’ingresso di nuovi soci, vengono utilizzati per vecchi debiti?