L’AQUILA – A dir poco tragica la situazione delle aiuole all’interno delle rotatorie aquilane.

L’erba alta, non falciata, impedisce la visuale agli automobilisti che non possono rendersi conto della presenza o meno di autovetture nel lato opposto della rotatoria.

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Nel capoluogo abruzzese, dopo il terremoto, è stato realizzato un considerevole numero di rotatorie con l’obiettivo di diminuire il traffico e aumentare la sicurezza.

È dimostrato statisticamente che la sostituzione degli incroci con le moderne rotatorie permette la diminuzione (quasi il dimezzamento, si parla in alcuni casi di un 45-50 per cento in meno) del numero degli incidenti stradali, o per lo meno di sinistri con feriti o vittime, senza contare un migliore scorrimento del traffico.

Infatti, l’obbligo di dare la precedenza a chi impegna la rotatoria, costringe gli automobilisti a diminuire la velocità nei rettilinei e non sorpassare gli incroci a velocità inaudita, come accade spesso nelle periferie delle città.

All’Aquila la novità delle rotatorie ha dato non pochi problemi agli automobilisti che ancora stentano ad abituarsi alla precedenza a sinistra.

A questo, oggi, si aggiunge l’erba alta, barriera visiva invalicabile, che non permette di vedere le vetture in arrivo e i segnali stradali nella metà opposta della rotatoria.

Dal progetto C.a.s.e. di Cese di Preturo, a quello di Coppito 2, a quello di Bazzano, dall’interminabile serie della Mausonia, a quelle del nuovo svincolo che collega la Finanza all’Aeroporto dei Parchi, la costellazione di rotatorie si dipana con le sue incolte e selvagge erbacce, come pericolo costante per chi guida.

L’erba altissima si staglia molto oltre l’altezza dei conducenti, laciando libero soltanto il cielo sovrastante.

La pericolosità della situazione diventa tragedia di notte, quando oltre alle erbacce, che pur sempre restano indisturbate a svolgere il loro ruolo di muro visivo, in alcuni casi il pericolo è dato dalla poca illuminazione o dai lampioni mal orientati.

Le rotatorie cittadine sono quelle che maggiormente creano problemi di traffico, perché è lì che si concentra la gran parte delle autovetture, ma quelle di periferia o delle statali sono quelle più pericolose: la velocità con cui si affrontano è maggiore.

Quelle tra Navelli e San Pio, lungo la SS 17 a scorrimento veloce, poi, sono poco segnalate e illuminate, per chi non ne conosce l’esistenza appaiono all’improvviso e possono essere causa di gravi incidenti.

Le difficoltà, evidentemente, aumentano e la domanda di molti è se realmente in queste condizioni le rotatorie possano agevolare il traffico e prevenire gli incidenti o se, al contrario, creare un ulteriore ostacolo alla viabilità, costringendo le vetture a fermarsi, creando file e caos, anche quando la rotatoria e libera e percorribile.

C’è da chiedersi se chi ha curato l’appalto per la realizzazione di tali opere abbia previsto, nella gara, anche una qualche forma di gestione della manutenzione o se la stessa sia delegata agli enti proprietari delle strade su cui sono sorte.

In attesa di una bella falciata lo sguardo degli automobilisti non può che insinuarsi tra cardi ed erbacce nella speranza di scorgere chi sopraggiunge nella rotatoria e scampare il pericolo.