L’AQUILA – “La mazzata di Del Rio: ‘Governo Renzi non vuole sforare il 3 per cento del rapporto deficit/pil. Non ha senso, vogliamo andare in Europa, cominciare il semestre dicendo che non siamo più l’Italia che annuncia, ma l’Italia che fa e avremo grande credito’. Tradotto e fuori dal gergo politichese, eh si, anche i rottamatori hanno il loro gergo, vuol dire taglia alla spesa e ai redditi. Puntano al massacro sociale”.

Questo il pensiero di Alfonso De Amicis, esponente aquilano del Movimento Ross@, sulle parole di Graziano Delrio, braccio destro del neo premier Matteo Renzi e nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, intervistato da Lucia Annunziata nella trasmissione In mezz’ora.

“D’altronde il nuovo ministro dell’Economia PierCarlo Padoan – polemizza De Amicis – ha già massacrato e portato al default Argentina, Grecia e Portogallo. Su di lui pendono dissacranti considerazioni dei premi Nobel Joseph Stiglitz e Paul Krugman, pagine di cultura economica leggibili sul giornale confindustriale Il Sole 24 Ore. Padoan, parlando da capo economista dell’Ocse, ha sostenuto la necessità di un ‘riequilibrio del trattamento fiscale tra lavoro e rendita’. Ora da ministro dell’economia, dovrà selezionare con cura quale ‘rendite’ falciare garantendo comunque ‘ai mercati’ la loro quota di interessi su debito pubblico italiano. Altrimenti quei 400 miliardi necessari a ‘rinnovare’ il debito diventerebbero irreperibili. Fatta la frittata. Recuperare i 400 miliardi, garantire i mercati. Queste le priorità del governo del Gallo Cedrone“.

Per De Amicis, “Se aggiungiamo a ciò che dal prossimo hanno entrerà in vigore il fiscal compact, cioè manovre di 40 miliardi l’anno per venti anni, possiamo esser certi che L’Aquila sarà la Pompei del Duemila. Viene da soggiungere solo una considerazione: Il problema non è chi siede a Palazzo Margherita. Le forze politiche sono simili. Non è un caso che i loro fratelli maggiori, hanno tutti, indistintamente messo in costituzione il fiscal compact. I loro apparenti litigi somigliano molto ai capponi di Renzo”.

“Se ne esce? Certo ad una condizione: Rifiutare i trattati europei, in modo unilaterale”, conclude l’esponente di Ross@.