L’AQUILA – “Dicano la verità, che il servizio non riescono a garantirlo, e ci rimborsino gli abbonamenti. Non possiamo rischiare di restare a piedi ogni giorno: se non troveranno soluzioni non ci resterà che bloccare gli autobus”.
Dopo gli appelli disperati dei giorni scorsi da parte dei pendolari, arrivano altre testimonianze, questa volta da un gruppo di medici dell’Università, sui gravi disagi per gli spostamenti della tratta L’Aquila-Roma, gestita dalla Tua, la società di trasporto unico abruzzese.
La nuova fase dell’emergenza Coronavirus continua a creare notevoli disagi al trasporto pubblico a causa delle norme imposte dal distanziamento sociale che hanno ridotto il numero dei posti sui mezzi a 12, una situazione ingestibile per una tratta così importante, così come lamentato da subito dal Comitato pendolari, formato da lavoratori e studenti che si spostano quotidianamente dal capoluogo abruzzese alla Capitale, ma anche dai sindacati.
“Abbiamo pagato abbonamenti per un servizio che non sono in grado di offrirci – spiega un medico dell’università che si reca da Roma all’Aquila tutti i giorni – L’altra settimana al ritorno, alle 15.20, 5 persone sono rimaste a piedi, una signora ha perso un treno per Bologna, qualcuno, non potendo fare diversamente, è rimasto a dormire all’Aquila. Addirittura ci è stato suggerito di arrivare ad Avezzano per poi prendere il treno per Roma, una soluzione evidentemente improponibile. Non è più tollerabile una situazione del genere. A questo punto, visto che non possiamo contare in nessun modo sul servizio, ci rimborsino gli abbonamenti”.
“Ad oggi le corse riattivate risultano essere ancora insufficienti alla richiesta di mobilità che investe la relazione L’Aquila-Roma nonostante il calo dell’utenza per effetto sia del periodo estivo e per le misure legate allo stato di emergenza”, hanno evidenziato nei giorni scorsi i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Cisal del settore trasporti.
Per quanto riguarda la capienza: “vi è un aspetto ancora oggi del tutto dissimile dal resto del mondo del trasporto persone su gomma, dato che tutti gli altri vettori garantiscono all’utenza una capienza di passeggeri che arriva ai 25 per i 12mt ed anche alle 42 unità per i bus bipiano. Mentre ad oggi la Tua SpA consente il trasporto su un Magellys 12mt di 12 persone”.
E chi non riesce a prenotare resta a piedi: “Ma prenotare è praticamente impossibile – viene spiegato ad AbruzzoWeb – La App collegata al sito non funziona come dovrebbe e il più delle volte le corse risultano già tutte prenotate ed è anche comprensibile. L’unica alternativa è acquistare il biglietto o l’abbonamento direttamente al terminal ma è evidentemente una forzatura, soprattutto in un momento in cui si dovrebbero agevolare in tutti i modi le operazioni telematiche”.
Circa 150 euro il costo di un abbonamento: “Ma è davvero un bel risparmio per chi deve viaggiare tutti i giorni. In piena epidemia per gli operatori sanitari era stata anche disposta l’esenzione del pedaggio autostradale ma ora ovviamente si torna alla normalità…”.
Almeno per il momento, all’orizzonte, non si vedono soluzioni: “Siamo pronti anche ad azioni di protesta, anche a bloccare fisicamente gli autobus se non riusciamo a partire – così come accaduto nel Pescarese nei giorni scorsi – Ci dicano cosa dobbiamo fare e se dobbiamo rinunciare definitivamente a viaggiare”.




