L’AQUILA – È iniziata poco dopo le 9:30 la riunione del tavolo tecnico per la ricostruzione post terremoto.
Non è presente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che invece prese parte all’incontro del 24 giugno scorso.
All’ordine del giorno solo due punti ma che sono di importanza centrale per la rinascita della città dell’Aquila e dei comuni del cratere colpiti dalla devastazione del 6 aprile: amministratori e tecnici, infatti, si confronteranno in prima battuta sulla tempistica della ricostruzione delle case classificate “E” (gravemente danneggiate) fuori centro storico.
Un argomento dibattuto e controverso da mesi al centro di un infuocato confronto: la riparazione degli edifici E non è ancora entrtata a pieno regime e per quantificare la mole di pratiche e per pensare ad un’eventuale proroga dei termini per la presentazione delle documentazioni per l’accesso ai contributi (ora fissati al 31 agosto) gli ordini professionali hanno sottoscritto un accordo con il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.
Intesa sulla quale manca, però, la firma dell’Ordine degli architetti, che proprio ieri ha criticato duramente il coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana.
Secondo, e non meno importante, punto all’ordine del giorno della riunione ordierna le “Problematiche per la ricostruzione nei centri storici”. Anche in questo caso si tratta di un tema quantomai sentito da istituzioni e cittadini, sempre più assetati di risposte e tempi certi per ritornare nel cuore della città e dei paesi distrutti dal sisma. (g.a.)



