L’AQUILA – Rifiuto in atti d’ufficio. È questo il reato contestato al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e al dirigente Adolfo Saotta dalla Procura della Repubblica dell’Aquila.
Secondo quando riportato dal quotidiano Il Messaggero, il primo cittadino e il dirigente non avrebbero risposto a un privato cittadino che aveva partecipato alla vendita di un terreno in località Sant’Antonio, dove si sarebbero dovuti insediare i Moduli abitativi removibili (Mar).
Le indagini, condotte dai carabinieri della Compagnia e della Sezione di Polizia giudiziaria in servizio presso la Procura della Repubblica dell’Aquila, sono partite dalla denuncia fatta da S.P., che dopo aver risposto all’avviso pubblico del terreno e aver versato 22 mila euro come deposito cauzionale, non ha avuto più notizie.
Dopo numerose lettere indirizzate all’amministrazione rimaste senza risposta, l’uomo ha deciso di presentare la denuncia ai carabinieri.
Il primo cittadino e il dirigente Saotta, responsabile unico del procedimento, sono assistiti dall’avvocato Francesca Bafile.
IL SINDACO E’ TRANQUILLO
L’AQUILA – La notizia dell’avviso di garanzia per una vicenda legata alla realizzazione (mai avvenuta dopo il ritito del bando pubblico, ndr) dei Mar, i moduli abitativi removibili, non ha turbato eccessivamente il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.
Il primo cittadino, con il quale non è stato possibile parlare telefonicamente, è stato visto abbastanza tranquillo negli uffici di Villa Gioia, sede del Comune.
Fonti a lui vicine hanno parlato di un Cialente “tranquillo e fiducioso di un rapido chiarimento da parte della magistratura





