L’AQUILA – Il 65% di ribasso su un’opera pubblica è troppo: non ha convinto, e per questo è stata esclusa, l’offerta della Cantieri del Mediterraneo Srl di Casoria per la ricostruzione della sede del Comando provinciale dei Vigili del fuoco dell’Aquila, in viale Panella: una commessa da 12 milioni di euro che da oltre 7 anni attende l’avvio dei lavori.
A confermarlo ad AbruzzoWeb è il provveditore, Roberto Linetti, che spiega come “l’offerta della prima classificata Cantieri del Mediterraneo non ha convinto, per questo si è deciso di andare sulla seconda”.
Si tratta della pugliese Cosin Srl di Modugno (Bari), che ha proposto comunque una notevole percentuale di ribasso, che va ben oltre la metà: il 57,597%.
Linetti ha parlato di “mercato impazzito, senza alcuna giustificazione”, all’uscita della graduatoria che, attualmente, comprende 114 nominativi dopo il taglio della prima.
“Le offerte potenzialmente anomale sono le prime otto – svela Linetti – abbiamo l’obbligo di vagliarne una a una, aggiudicando l’opera in via definitiva alla prima convincente. Se verranno escluse tutte, i lavori andranno obbligatoriamente alla nona, ma spero non sia necessario arrivare a questo punto”.
Tolta la Cantieri del Mediterraneo Srl (65,373% di ribasso), ora esclusa, la classifica delle prime dieci vede Cosin Srl (57,597%), Ati Christian Color Srl (57,003%), Itec Srl (54%), Ati – Sici Srl/Ies Srl (52,213%), Italwork consorzio (50,3%), Giovanni Panaro Spa (50,199%), Cpc Consorzio Stabile (49,346%), Ati Nidaco Costruzioni Srl (47,71%), Ati Sikelia Costruzioni Spa (47,015%) e Ati Picone Costruzioni Srl (46,382%).
È il meccanismo infernale degli appalti comunitari, quelli sopra la soglia dei 5 milioni di euro, a provocare l’allungamento dei tempi di un’opera che ha già atteso 7 anni, tanto che gli “angeli del terremoto”, appellativo meritato che si sono guadagnati i pompieri nell’emergenza sisma, hanno già denunciato “condizioni igieniche ai limiti dell’umana sopportazione” accanto al “desolante cratere della vecchia sede, ridotto a fango e acquitrino nel periodo invernale e a polvere e savana in quello estivo”.
Sotto i 5 milioni, infatti, il “taglio delle ali”, ovvero il 10% dai due estremi della classifica, avrebbe garantito operazioni più celeri e sostenibili.
Oltre un anno fa una prima versione del bando era stata annullata per una busta smarrita e poi ritrovata nel corso della seduta conclusiva della commissione giudicatrice, con la conseguenza di un nuovo progetto, quello attuale, e di un nuovo iter tutto da rifare.
Già prima dell’annullamento, comunque, l’operazione aveva avuto tempi biblici: pubblicato nell’agosto 2012 dall’allora provveditore, Donato Carlea, il primo bando era stato caratterizzato da lungaggini infinite legate alle riunioni della commissione giudicatrice.
Si era, poi, posto anche il problema della localizzazione. Nei mesi scorsi il sindacato Conapo aveva definito il luogo “non idoneo perché di intralcio al traffico per l’uscita dei mezzi”. Ma ogni alternativa è stata bocciata.
Pubblicato lo scorso 19 gennaio dal nuovo provveditore Linetti, il bando è verrà aggiudicato con il criterio del massimo ribasso.
Il responsabile del procedimento è l’ingegnere Gennaro Di Maio mentre il responsabile della gara Carlo Clementi.
Alle imprese partecipanti viene richiesta l’attestazione di qualificazione agli appalti pubblici nelle categorie degli edifici civili e industriali (per 8,8 milioni), negli impianti tecnologici (3,3 milioni) e negli impianti elettromeccanici trasportatori (206 mila euro).
I lavori andranno eseguiti in 730 giorni ed è prevista una penale dell’1 per mille dell’importo per ogni giorno di ritardo, quindi 12 mila euro ogni 24 ore.



