L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila sta pensando di sistemare nel Progetto Case alcuni tra i richiedenti asilo, almeno 25 persone, che nei giorni scorsi si sono accampate davanti alla prefettura. Fermo restando che competente a decidere su questi temi è proprio il prefetto.

I migranti sono quasi tutti giovani uomini provenienti da Pakistan, Afghanistan e Somalia. Attendono la formalizzazione della domanda d’asilo.

L’assessore Manuela Tursini, infatti, ha dichiarato al Centro che “c’è un monitoraggio costante. È un’emergenza che richiede tutte le risorse possibili. Siamo pronti a valutare ogni ipotesi, anche quella di destinare alcuni alloggi del progetto Case a queste persone ma la regia della questione migratoria resta in capo alla Prefettura, ogni passo va concordato con loro. In ogni caso siamo in contatto con diverse realtà associative del territorio”.

Nel frattempo Fraterna Tau garantisce pasti e docce alla Mensa di Celestino; cittadini portano coperte e sacchi a pelo; gruppi informali seguono i ragazzi con traduzioni, trasporti e assistenza medica di base.

Alcune realtà hanno segnalato la disponibilità temporanea di spazi non residenziali per ripararsi nelle ore serali, ma nessuna soluzione stabile è stata indicata dalle istituzioni.

Alcuni hanno già una convocazione dalla Questura, ma senza un indirizzo la procedura non può proseguire: senza domicilio la pratica non entra nel sistema e senza la pratica non accedono a posti letto. Per L’Aquila si tratta di un fenomeno inedito da gestire.