L’AQUILA – Pericolo scampato per la Basilica di San Bernardino dell’Aquila che riapre i battenti stamattina, dopo la chiusura di due giorni causata dal cedimento di un frammento di una cornice decorativa che si trova sul soffitto di una delle navate laterali della dell’edificio sacro.

L’incidente è avvenuto lunedì 1° giugno intorno alle 19, quando sono stati immediatamente allertati i vigili del fuoco per un intervento sul posto.

A garantire sulla sicurezza della Basilica, riaperta dopo i danni subiti dal sisma solo lo scorso 2 maggio, l’architetto Maurizio D’Antonio, che per conto del Provveditorato alle opere pubbliche si è occupato della progettazione dei lavori successivi al sisma del 2009. Una situazione “temporanea” che stava tuttavia già creando apprensione tra gli aquilani che hanno partecipato a migliaia alla celebrazione di riapertura della chiesa simbolo della città.

“Si è staccato un piccolo frammento in una zona in cui non siamo intervenuti – afferma D’Antonio – Abbiamo fatto sopralluoghi e tutte le verifiche di stabilità del caso prima di riaprire, non solo sulla parte interessata dal cedimento ma anche nelle restanti parti della chiesa”.

Per il recupero strutturale e il restauro della chiesa sono stati stanziati 25 milioni di euro.

“La parte strutturale e i consolidamenti delle strutture murarie sono stati completati e non ci sono pericoli sotto questo aspetto – aggiunge – I lavori agli apparati decorativi sarà bandita la gara tra qualche giorno e contiamo di poter iniziare con l’intervento sugli affreschi, gli altari e le tele già all’inizio dell’autunno. Per ultimare queste opere ci vorrà almeno un anno”. 
Le celebrazioni in programma oggi e nei prossimi giorni quindi ci saranno come previsto.

“Un allarme eccessivo quello che si è sollevato nei giorni scorsi – afferma il rettore della Basilica, padre Marco Federici – Inizialmente si era parlato del distacco di un cornicione, ma non era così. Si trattava solo di una piccola cornice: un elemento decorativo che chiude il cassettonato sulla volta che immette nella cupola. Con molta probabilità a causare questo distacco è stata l’umidità che si è accumulata negli anni successivi al terremoto che è andata a intaccare il legno”.

Poteva andare “peggio”, secondo il rettore che tira un respiro di sollievo. 

“Il pezzo che si è staccato avrebbe potuto colpire qualcuno, ma fortunatamente tutto questo non si è verificato – racconta – Mi sono accorto del crollo e ho chiamato subito i tecnici – racconta – Abbiamo chiuso immediatamente la Basilica in via precauzionale e con l’occasione abbiamo fatto tutti i controlli necessari sulla stabilità della chiesa”.

Nei giorni scorsi alcuni dei futuri sposi aquilani che hanno prenotato la chiesa per i loro matrimoni hanno contattato padre Federici preoccupati di dover disdire le cerimonie.

“Mi hanno chiamato per essere sicuri della riapertura della Basilica – aggiunge – Ho tranquillizzato tutti perché la chiesa continuerà a ospitare tutte le celebrazioni programmate e così anche i matrimoni”.

I fiori d’arancio a San Bernardino arriveranno il 20 giugno, con il primo matrimonio a sei anni dal sisma e il calendario estivo è già tutto pieno: sono 18 i matrimoni prenotati fino al 18 settembre e se ne contano molti anche per il prossimo inverno.