L’AQUILA – Accoglienza tiepidina, tendente al freddo, nel resto della coalizione di centrodestra dell’Aquila alla proposta del partito Noi con Salvini di scegliere attraverso le primarie e un programma condiviso il candidato sindaco per le elezioni amministrative 2017.

Un po’ tutti i consiglieri dei partiti e partitini di centrodestra, ascoltati da AbruzzoWeb, hanno ritenuto quella dei salviniani una “fuga in avanti”, sebbene gli esponenti Alfonso Magliocco (coordinatore provinciale), Emanuele Imprudente (capogruppo), Luigi D’Eramo e Daniele Ferella (consiglieri), nel dare l’annuncio in un incontro con la stampa di questa mattina, abbiano assicurato di aver già anticipato l’idea agli alleati. O presunti tali.

Addirittura snob la reazione del capogruppo di Forza Italia e vice presidente del partito, Guido Liris. “In astratto le primarie mi piacciono, ma mi riservo di valutare l’idea dei leghisti – afferma – Sulle dinamiche comunali, comunque, ho delegato a rispondere il coordinatore comunale Stefano Morelli, come ho già avuto modo di dire in passato”.

E proprio Morelli ricorda che “Forza Italia è da sempre il partito collante della coalizione del centrodestra, oggi più del metodo ci interessa il merito: individuare il miglior candidato per vincere le elezioni e mandare a casa la sinistra, una figura all’altezza della sfida elettorale e amministrativa”.

“Sul metodo non abbiamo preclusioni, valuteremo assieme agli altri che proporremo noi e gli altri alleati. Non c’è il metodo unico né il miglior metodo – prosegue poi – I modelli che ci piacciono sono Milano con Parisi, Trieste con Dipiazza e Bologna con la Borgonzoni, i migliori risultati in Italia”. Guarda caso, tre città dove non ci sono state primarie.

Per l’Unione di centro, o meglio quel che ne rimane, il capogruppo Raffaele Daniele spiega: “Rispetto i salviniani, ma credo che il percorso per la scelta della leadership debba essere condiviso. È come quando si corteggia una donna – la sua metafora – prima conosciamoci, vediamoci, sediamoci, non è che ci sposiamo subito. Non credo che le fughe in avanti servano a qualcosa”.

Sulla sua posizione nel partito della Vela, ormai ridotto a percentuali microscopiche, “io sono capogruppo in Consiglio e non rivesto altre cariche. In questo momento faccio riferimento a Federica Chiavaroli”, sottosegretario alla Giustizia e leader abruzzese del Nuovo centro destra.

E quest’ultimo schieramento è rappresentato in aula da Alessandro Piccinini che, però, fa notare in premessa, “anche se sono ancora in Ncd, la Chiavaroli si relaziona con tutti tranne che con me. Io con Lele (Daniele, ndr) ragiono spesso, con lei no – accusa poi – Sento anche altri esponenti di Ncd, Umberto Di Primio, Paolo Tancredi, Filippo Piccone. Se il sottosegretario in futuro dovesse dire stiamo con il centrosinistra, non mi interessa. E secondo me il rischio c’è”.

Chiarito questo, Piccinini sul tema delle primarie si dice “stupito, l’ho appreso stamattina mentre ero casualmente fuori dai locali del Comune, incrociando il capogruppo Imprudente”.

“Ci eravamo visti qualche volta per ragionare in maniera aperta sui possibili scenari, su una prospettiva comune e le regole di ingaggio – ricorda – Così mi è sembrata una fuga in avanti, forse per avere un po’ di visibilità. Spero che questa proposta faccia da sprone, senza intralciare il percorso nato dagli incontri precedenti. O si dà alla città un’idea di unità altrimenti sarà difficile anche solo proporsi stavolta”.

Non pervenuto, infine, Giorgio De Matteis, candidato sindaco sconfitto al ballottaggio nel 2012. Nonostante ripetute telefonate, l’ex vice presidente del Consiglio regionale si è reso irreperibile. Da anni è, comunque, ormai fuori dal centrodestra e il suo ruolo sembra più quello di battitore libero.

I GIOVANI DI FORZA ITALIA: “SI’ ALLE PRIMARIE”

Si spacca Forza Italia sulla proposta di primarie in vista delle elezioni amministrative 2017 fatta ieri dal gruppo Noi con Salvini.

Allo scetticismo del capogruppo Guido Liris e del coordinatore comunale Stefano Morelli fa ora da contraltare la convinta adesione del dirigente nazionale dei giovani forzisti, Luca Rocci.

“Visti i problemi che negli ultimi anni perseverano il centrodestra tutto e in particolare quello di casa nostra, credo che il partito e i suoi alleati politici dovrebbero lanciarsi nella battaglia delle elezioni amministrative dell’anno prossimo cercando di essere il più compatti possibile”, premette.

“Credo che l’unico metodo perché avvenga ciò è quello di adottare criteri rigorosi e selettivi, che siano di confronto, di dibattito – prosegue – e quindi alla luce delle dichiarazioni dei salviniani mi sento di condividere pienamente la scelta di utilizzare lo strumento delle primarie in vista delle prossime elezioni amministrative al Comune dell’Aquila”.

Per Rocci, “L’Aquila ha bisogno di una classe dirigente all’altezza del compito e che l’attuale amministrazione non sembra saper affrontare. Serve una classe dirigente non più legata a una logica autoreferenziale – rimarca – ma dotata, innanzitutto, di competenze e professionalità”.

“C’è bisogno poi di spirito di abnegazione e di idee valide e realizzabili in grado di ridare maggiore speranza e fiducia ai cittadini – conclude – Le primarie possono rappresentare un valido contributo per accompagnare la città dell’Aquila verso la sua rinascita, soprattutto sociale, attraverso i suoi migliori uomini e donne”.

I SALVINIANI: ”FACCIAMO LE PRIMARIE”

“Primarie aperte e di coalizione anche oltre i confini del centrodestra tradizionale per ricompattare la coalizione verso le elezioni 2017 ed evitare giochi di palazzo e nomi calati dall’alto”.

Questo l’annuncio del gruppo Noi con Salvini del Consiglio comunale dell’Aquila, reso noto oggi in un incontro con la stampa dai consiglieri Emanuele Imprudente (capogruppo), Luigi D’Eramo e Daniele Ferella e dal coordinatore provinciale Alfonso Magliocco.

La proposta, secondo quanto affermato dai salviniani, è già stata sottoposta agli altri partiti e formazioni di centrodestra, da Forza Italia in giù.

“Abbiamo ascoltato i cittadini – ha detto Imprudente – ed è emerso dai nostri questionari su circa 400 persone che c’è una voglia vera di partecipare per un cambiamento nell’area politica alternativa a questo Pd”.

“Sta partendo un balletto del totonomi senza una linea programmatica – ha aggiunto – e questo non ci piace”.

Che cosa accadrà se la proposta non verrà accettata e spunteranno nomi dall’alto? “Se Forza Italia cala un nome non accettabile vedremo quello che sarà – ha detto Imprudente – Se non vuole vincere e non vuole costruire una coalizione, farà da sola”.

Per il consigliere D’Eramo, “il centrosinistra sarà facilmente battibile se il centrodestra e tutto ciò che può essere alternativo farà della partecipazione un modello a cui ispirarsi, anche per la redazione di un programma amministrativo corrispondente alle esigenze della città. Ci rivolgiamo anche ai Cinque stelle? A tutti”.

“Vogliamo la scelta dal basso di un metodo, di un percorso e di un programma: è l’unico percorso che può unire – ha concluso – Lo vediamo dai questionari che abbiamo fatto per arrivare alla percezione di quello che chiedono i cittadini, cui verranno aggiunte le nostre idee per arrivare al programma”.

TRE IPOTESI DI CANDIDATURA

Con quale candidato i salviniani si presenterebbero a queste primarie? A domanda del cronista, i salviniani hanno prospettato tre ipotesi.

“La prima è politica, il gruppo consiliare è tutto a disposizione – ha premesso Imprudente – Inoltre stiamo ragionando sui dei profili che ci hanno dato la loro disponibilità: una professionista donna, e un uomo che è anche giornalista tra le altre attività”. Riserbo sui nomi.