L’AQUILA – Il potere della parola come massima espressione della libertà e del coraggio delle donne di combattere la violenza: è la forza di Joumana Haddad, giornalista, scrittrice, poetessa e traduttrice araba di Beirut (Libano), ospite d’onore della quindicesima edizione del premio letterario internazionale intitolato alla scrittrice aquilana Laudomia Bonanni, presentato questa mattina con una conferenza stampa nella sala della biblioteca della Bper, all’Aquila.
“Il premio quest’anno si presenta con un format modificato, sia per rispetto alla situazione che si è creata con i recenti disastrosi eventi sismici che hanno colpito le regioni del centro Italia, come avvenne anche dopo il terremoto dell’aprile 2009, sia per dare nuova linfa vitale a una manifestazione di rilevanza internazionale – commenta il presidente del premio, Raffaele Marola -. Non ci sarà infatti il concorso di poesia, che ogni anno ha visto la partecipazione di autori di rilievo e altrettanto importanti case editrici: sarà mantenuta solamente la sezione per il premio alla migliore poesia inedita riservata agli studenti”.
Maggiore spazio sarà concesso all’ospite d’onore, durante la cerimonia di consegna del riconoscimento sabato 26 novembre prossimo, nella cornice dell’auditorium del parco del Castello all’Aquila e venerdì 25 novembre, con un incontro nella Casa della cultura di Onna, frazione aquilana duramente colpita dal sisma del 2009, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne e “per mostrare, con l’occasione, a Joumana Haddad, gli effetti devastanti del sisma che, al pari di una guerra, ha distrutto luoghi e paesi – sottolinea Betty Leone, assessore con delega alla Cultura del Comune dell’Aquila -. Consideriamo questo premio un’eccellenza della nostra città, ne facciamo motivo di vanto e sottolineo la valenza simbolica di questa edizione che vuole lanciare un forte grido contro una società che ancora parla di violenza contro le donne”.
Evidenziare, quindi, l’aspetto fortemente simbolico della scelta operata dalla giuria del premio-
“Joumana Haddad è una donna che sta al centro del mondo arabo e della cultura araba, ne interpreta gli aspetti, racconta le conseguenze del conflitto che da tempo strazia paesi come la Siria. Parliamo di una scelta coraggiosa – è il commento della presidente della giuria del Premio, Stefania Pezzopane , senatrice aquilana del Partito democratico –. Una donna giovane che riesce a cantare una poesia di libertà”.
Una libertà che traspare dalle sue scritture, tradotte in tutto il mondo, e aiuta a “modificare la visione del mondo arabo secondo il cliché di mondo che da sempre mette la donna in secondo piano, la opprime, la soffoca”, come spiegato Liliana Biondi, docente dell’Università degli Studi dell’Aquila e membro della giuria del premio.
“Per questo è stata scelta una donna, colta, ribelle, anticonformista, che si batte per la libertà”, aggiunge.
Il libro di poesie della Haddad Il ritorno di Lilith, riprende un mito arcaico, raccontando la ribellione della prima donna di Adamo che lo abbandonò, non volendo essere a lui sottomessa.
Lilith diventa quindi il simbolo della trasgressione, condannata dal cristianesimo a essere totalmente dimenticata e ignorata.
“La scrittura è la libertà per eccellenza – è il commento di Anna Maria Giancarli, membro della giuria del premio – dagli anni ’70 del secolo scorso in poi, l’ansia, la protesta, la possibilità di dare carico alla propria identità, si è manifestata per le donne proprio attraverso la parola. Così come riusciva a trasmettere Laudomia Bonanni, attraverso le sue parole. In un periodo certo diverso ma ugualmente difficile per la figura femminile”.






