L’AQUILA – Va bene che, dopo il terremoto del 6 aprile 2009, all’Aquila molti luoghi si sono svuotati di significato, però a tutto c’è un limite.

E il limite è stato abbondantemente oltrepassato sabato sera, durante la “Festa di fine estate”, organizzata alla Villa comunale.

Chiunque avesse deciso di fare un giro nella parte aperta del centro storico, infatti, passando di lì avrebbe potuto vedere un buon numero di giovani coppie in abiti sgargianti dimenarsi scatenate al ritmo delle danze caraibiche.

Uno spettacolo senz’altro divertente. Peccato, però, che l’area ballo sia stata allestita davanti al monumento ai caduti della Prima guerra mondiale che si trova al centro della Villa. Proprio così. I movimenti sensuali di mambo, salsa e merengue davanti al mausoleo dove ogni 2 giugno viene celebrata la Festa della Repubblica (altro che fine estate!).

Così le coppie alternavano giravolte e movimenti cadenzati sfrecciando vicino alla scritta “L’Aquila ai suoi figli caduti per la patria”, illuminata dalle luci multicolori come il resto della pista, tanto da far quasi pensare che il monumento facesse parte della scenografia dell’evento!

Insomma, un’esibizione di pessimo gusto, e non c’è bisogno di essere cultori del concetto un po’ impolverato di patria per capirlo. Anche perché la Villa è tanto grande, e bastava spostarsi pochi metri in su o in giù per evitare l’accostamento impertinente.

Sul volantino pubblicitario compaiono i loghi di Confcommercio e del Comune dell’Aquila, di Abruzzo Experience e di Kg Dance Latino. Adesso c’è da capire a quale di questi enti e associazioni sia venuta la brillante idea, o meglio, quale sia stato così imprudente, da decidere di far ballare gli aquilani proprio lì. (alb.or.)