L’AQUILA – La giunta comunale dell’Aquila potrebbe ridurre il limite di distanza minimo per costruire nuove case nei pressi del cimitero da duecento a cinquanta metri.

La denuncia arriva dal neo coordinatore comunale del Pdl, Roberto Santangelo, che ricorda come la deroga prevista dalla legge sia consentita o in caso di ampliamento del campo santo oppure qualora si debba dare esecuzione ad un’opera pubblica strategica.

“La Giunta comunale sta per approvare una variante al piano regolatore che ridurrebbe il vincolo cimiteriale, vale a dire la fascia di rispetto (200 metri) di divieto di costruire nuovi edifici dal perimetro del cimitero.  Tale fascia di rispetto può essere derogata in due ipotesi soltanto”.

 Secondo la prima, il Consiglio comunale può approvare, previo parere favorevole della competente azienda sanitaria locale, la costruzione di nuovi cimiteri o l’ampliamento di quelli già esistenti ad una distanza inferiore a 200 metri dal centro abitato purché non oltre il limite di 50 metri”.

“In base alla seconda, – aggiunge Santangelo – la deroga è consentita allorché si deve dare esecuzione ad un’opera pubblica o all’attuazione di un intervento urbanistico, purché non vi ostino ragioni igienico sanitarie; in tali casi il Consiglio comunale può consentire previo parere favorevole della competente azienda sanitaria locale, la riduzione della zon di rispetto che, per ragioni che sembrano addirittura ovvie, debbano dar luogo a interventi urbanistici pubblici o comunque aventi rilevanza pubblica e destinati a soddisfare interessi pubblicistici di rilevanza almeno pari a quelli posti a base della fascia di rispetto dei duecento metri”.

Il vice coordinatore comunale Santangelo si rivolge direttamente al sindaco, Massimo Cialente, e alla sua giunta, per conoscere quali siano le esigenze che sarebbero alla base di una scelta tutta ancora da confermare:

“Chiediamo al sindaco di illustrarci il piano strategico di sviluppo dell’area e il preminente interesse di natura pubblica che intende perseguire. Vogliamo invece rassicurare la città che vigileremo contro eventuali abusi e potenziali speculazioni edilizie che potrebbero svilupparsi da questa variante urbanistica”.

Santangelo, infine, auspica l’apertura di una discussione sul piano regolatore generale, risalente ormai al 1974 per il quale, soprattutto alla luce della nuova conformazione della città post terremoto, è necessaria quantomeno una rivisitazione o, meglio ancora, la redazione di un nuovo strumento urbanistico.

“Chiediamo, infine, al signor sindaco – conclude l’esponente Pdl – se non ritenga necessario aprire una discussione sullo strumento urbanistico fondamentale per lo sviluppo ordinato ed equilibrato di un centro urbano, vale a dire il Piano Regolatore, invece di continuare a sopravvivere di varianti e di interventi in deroga. Cogliamo l’occasione per ricordargli che l’ultimo Prg della città dell’Aquila risale al 1974 e che la città ormai in preda all’abusivismo edilizio, in balia delle iniziative dei singoli e degli interventi solo correttivi e successivi dell’amministrazione comunale.”