L’AQUILA – Partirà nei prossimi giorni anche all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, contemporaneamente a quello di Avezzano, e costerà circa 60 euro, il parto indolore che consentirà alle future mamme di inalare una miscela gassosa di protossido di azoto durante il travaglio.
Un aiuto che le donne aquilane aspettavano da molto tempo, già in uso in altri ospedali della regione come quelli di Teramo e Pescara che garantirà, come spiega il direttore dell’Unità operativa complessa di Ostetricia e ginecologia Gaspare Carta, “un valido aiuto per le donne che potranno gestire autonomamente e al bisogno le boccate di gas”.
“Un metodo che servirà ad attutire il dolore e che sarà gestito in sala parto direttamente dalle ostetriche senza il bisogno degli anestesisti – spiega Carta – Sicuramente non ha gli stessi effetti dell’epidurale la cui analgesia è ovviamente più profonda, ma in ogni caso è un valido aiuto per le gestanti”.
Un sistema semplice e molto meno oneroso dell’epidurale, dal costo di oltre 1000 euro, che le future mamme aquilane aspettano da lungo tempo e che secondo Carta, “migliorerà la qualità di assistenza al travaglio che in questo modo viene affrontato più volentieri dalle donne. È di certo efficace, non annulla il dolore, ma lo attutisce di molto”.
Sugli alti costi dell’epidurale, invece, precisa “non è il medicinale a costare molto. Il costo va a coprire l’impiego e i turni degli anestesisti di cui disponiamo in numero esiguo, purtroppo”.
Quello del protossito di azoto è un sistema largamente usato nel mondo anglosassone già da molto tempo.
Il costo di un bombola in Italia è di circa 200-250 euro e “le partorienti ovviamente ne pagheranno un uso parziale, quindi intorno ai 60-70 euro”, precisa il professore.
Sui tempi di attesa del servizio Carta rassicura le partorienti e aggiunge, “lo abbiamo ordinato oltre un mese fa, ci hanno assicurato che dovrebbe arrivare a giorni e ovviamente si partirà subito”. Marianna Galeota



