L’AQUILA – È polemica sulle nomine delle società partecipate del Comune dell’Aquila. Dopo la richiesta della revoca dell’amministratore unico Ama, Agostino Del Re, e dopo la nomina del nuovo amministratore dell’Asm, Paolo Federico, l’opposizione si scaglia contro l’amministrazione guidata dal sindaco Pierluigi Biondi.
“Da un lato chiedono le dimissioni dell’amministratore unico dell’Ama per aver chiuso per il secondo anno il bilancio in perdita, dall’altro accettano le dimissioni dell’amministratore unico dell’Asm che approva invece per il terzo anno consecutivo un bilancio in attivo. Qual è dunque il criterio utilizzato da Biondi e dalla sua amministrazione nella gestione delle società partecipate comunali?”, scrivno in una nota il capogruppo del Partito democratico Stefano Palumbo e il capogruppo del Passo Possibile Paolo Romano.
E Coalizione Sociale rincara la dose, “Quando si dice: non c’è limite al peggio. Pensavamo che nella spartizione delle poltrone delle società partecipate, il fondo si fosse toccato con la nomina della sorella di un consigliere comunale a presidente dell’Azienda farmaceutica (Afm) avvenuta pochi mesi fa dopo ben un anno dall’insediamento dell’amministrazione Biondi”.
Secondo Palumbo e Romano “La verità è che Forza Italia incassa la nomina di Paolo Federico a ridosso delle regionali e la Lega, di conseguenza, scalpita per avere libere le sue ‘postazioni Cencelli’. Questa l’unica motivazione sul fuoco incrociato Biondi-Mannetti, su Agostino Del Re, una pura spartizione del potere tra le forze di maggioranza”.
Per Palumbo e Romano “la prova del nove, l’ennesima, è data proprio dalla contestualità dei due eventi. Le dimissioni dell’avvocato Rosettini sono infatti state accettate al terzo tentativo dopo che l’assemblea dei soci era stata, per volontà dell’amministrazione comunale, rinviata per ben due volte; non erano infatti ancora maturi i tempi per sostituire Francesco Rosettini con Paolo Federico, designato da Forza Italia sin dall’inizio ma impossibilitato a ricoprire l’incarico prima di aver risolto l’incompatibilità derivante dalla legge Severino”.
“Della salute e del destino delle società comunali a questa maggioranza di centrodestra non è mai interessato nulla, ritenendole sin dall’inizio postazioni politiche da dividersi e assegnare a parenti ed amici in barba a qualsiasi regola di opportunità politica, di incompatibilità, di conflitto di interessi. Criticità presenti anche nella nomina di Federico, attualmente membro dell’organismo di controllo analogo di un’altra società di gestione dei rifiuti, il Cogesa e sindaco di uno dei comuni che alla stessa società conferisce i rifiuti.
“A tal proposito ci aspettiamo che – aggiungono -, in virtù della possibilità concessa dal consiglio comunale all’Asm di erogare il servizio di igiene anche ad altri comuni, il prossimo ad aderire sarà proprio Navelli, comune di cui Federico è appunto sindaco. Per quanto riguarda la situazione dell’Ama invece, le accuse di Biondi e della Mannetti a Del Re (arrivate con un tempismo perfetto il giorno dopo la richiesta di dimissioni dell’amministratore di Ama da parte di D’Eramo) appaiono del tutto strumentali”.
“Strumentali perché – proseguono – la salute finanziaria di Ama era nota a tutti e da tempo, dovuta in larghissima parte alla riduzione di circa 1 milione di euro all’anno di trasferimenti sul trasporto pubblico da parte dello Stato. Adesso fa solo comodo trovare una giustificazione da dare in pasto al cittadino, senza nulla dire in merito alla prospettiva che si vuole dare all’Ama o al trasporto pubblico locale. L’assessore Mannetti parla di irrazionali piani di risanamento, eppure per sua stessa esperienza con la Saga, sa benissimo la difficoltà delle soluzioni e il costante forte rischio di cadere nei cosiddetti aiuti di stato”.
“Spiegasse invece, a fronte del controllo analogo che dovrebbe esercitare, quali sono gli atti di indirizzo approvati dalla Giunta e il motivo per cui nella variazione generale al bilancio, da poco approvata, non è stato previsto alcun accantonamento per salvare Ama. Leggere le relazioni del collegio sindacale farebbe venire i brividi a chiunque perché prova di quanto questa Giunta stia navigando a vista. Anche la fusione Ama-Tua, appare così nient’altro che un’operazione per spostare su altri l’incombenza delle decisioni. Ci vogliono responsabilità e senso delle istituzioni quando si amministra, qualità che oggi purtroppo non troviamo in questa Amministrazione, i cui unici pensieri si concentrano sulla compilazione delle liste per le regionali. Emblematica in tal senso è stata l’assenza del sindaco e della Mannetti all’assemblea dei soci dell’Asm poiché occupati nel ben più importante evento organizzato dalla Meloni a Pescara; questione di priorità”, concludono Palumbo e Romano.
Per Coalizione Sociale, “In ossequio alla più becera logica spartitoria tra le liste che hanno sostenuto il sindaco alle elezioni dello scorso anno, quella poltrona era stata ‘assegnata’ alla lista L’Aquila Futura che esprime Roberto Santangelo in Consiglio comunale e appunto sua sorella, Alessandra, all’Afm. Stesso dicorso per il Sed, toccato all’Udc, con un amministratore senza alcuna esperienza di gestione e di informatica”.
“Fino a ieri – prosegue -, mancavano ancora le nomine di Ama e Asm, due società che forniscono servizi essenziali per la qualità della vita delle cittadine e dei cittadini. Se per l’Ama, il sindaco e l’assessora Mannetti sembrano improvvisamente essersi accorti del disastro della mobilità pubblica tra tagli alle corse e fermate indecenti, per l’Asm finalmente il sindaco ha potuto accontentare Forza Italia: è stato nominato Paolo Federico, incompatibile finora, in quanto ex consigliere provinciale fino a un anno fa. Peccato che lo stesso sia a tutt’oggi sindaco in carica del Comune di Navelli e che gli unici meriti siano una ventennale esperienza di – ma guarda un po’- incarichi politici!. Basta verificare il suo curriculum”.
“Questa nomina era particolarmente cruciale – continua la nota -, se pensiamo che la gestione dei rifiuti vede la nostra città tra le peggiori in fatto di percentuale di raccolta differenziata e tra quelle che fanno pagare di più i cittadini per i rifiuti. Serviva una svolta, un amministratore davvero esperto di rifiuti, dovevano insomma valere la competenza e il merito, come promesso in campagna elettorale, e invece, al solito, l’unico criterio è solo e sempre quello spartitorio. Sono il familismo e il clientelismo l’olio che fa girare i meccanismi di questa giunta comunale senza alcun pudore”.
“Che i doppi incarichi, o meglio, gli incarichi pubblici a mezzo servizio – non creino alcun imbarazzo a questa amministrazione del resto è evidente anche dalla doppia funzione ancora ricoperta dall’assessore-onorevole D’Eramo, a L’Aquila nei giorni di lunedì e venerdì e in Parlamento a Roma il resto della settimana. Un altro esempio di quanto il sindaco e la sua Giunta siano ostaggio dei partiti di maggioranza tutti impegnati a trovare la quadra tra elezioni regionali, posti di governo e poltrone varie – conclude la nota -, senza alcun rispetto per la città, paralizzata ormai da oltre un anno”.




