L’AQUILA – “Non voglio parlare del mio possibile trasferimento perché non so ancora come andrà a finire, mancano due mesi e può succedere di tutto”.

Padre Candido Bafile, sacerdote della parrocchia di San Sisto all’Aquila, fa fatica a parlare di quello che sta succedendo nella sua chiesa da circa due settimane.

La notizia di un suo spostamento a Teramo ha svegliato le proteste dei suoi parrocchiani, che hanno subito iniziato ad affiggere manifesti con scritto “Padre Candido non si tocca”.

“Sono aquilano, sono nato nel quartiere di Pettino – spiega il sacerdote ad AbruzzoWeb – ed esercito il sacerdozio qui dal 1972, dieci anni dopo che ho preso i voti. Si può dire che la parrocchia di San Sisto sia sempre stata la mia casa, sono andato via solo a raramente, dal 1986 al 1992 e poi dal 1998 al 2004, quando sono stato a San Bernardino”.

Quello che padre Candido andrà a rivestire sarà un ruolo sicuramente più prestigioso di quello attuale, anche se “i sentimenti trascendono queste sottigliezze”, puntualizza il sacerdote.

Diventerebbe, infatti, il superiore del convento della Madonna delle Grazie e il rettore del Santuario, “nel caso in cui confermassero il trasferimento io, con rassegnazione, mi sposterei”.

La doccia fredda è arrivata a Padre Bafile proprio a ridosso del cinquantennale del sacerdozio, che c’è stato lo scorso 30 giugno.

Quel giorno tutti i malumori sono stati messi da parte e per i festeggiamenti  suoi parrocchiani hanno organizzato “una bella festa – racconta – Ho celebrato la messa e dopo abbiamo cenato tutti insieme. È venuto a trovarci anche l’arcivescovo Molinari”.

Un’armonia che ora il trasferimento potrebbe rompere, ma i cittadini non lo vogliono.