L’AQUILA – “Ottima la proposta della collega e rettrice Paola Inverardi. No al cemento, si agli orti!”.
Così il professor Sergio Tiberti, docente dell’Università dell’Aquila, plaude alla scelta di realizzare orti didattici nel sito di Casale Calore dove sarebbe dovuto sorgere un centro di ricerca dell’Eni, annunciata ad AbruzzoWeb.
“La mancata realizzazione del centro è stata una tragedia vista l’insipienza della ex governance d’Ateneo andata avanti per tre anni, il tempo cioè che l’Eni aveva concesso all’Università per attuare il protocollo d’intesa”.
“La vecchia governance – continua Tiberti con evidente riferimento al suo storico avversario, l’ex rettore Ferdinando Di Orio – si era completamente dimenticata che parte dei terreni erano affittati ad un agriturismo”.
“Ricordo inoltre che la richiesta di licenza a costruire non era solo per i 4.500 metri quadrati della palazzina che sarebbe stata donata dall’Eni all’Università, ma anche per la realizzione di attività commerciali”.
Si tratta, insomma, per Tiberti, di “un fatto sicuramente positivo che l’Eni abbia girato la donazione alla ristrutturazione della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, che è il vero simbolo della città dell’Aquila e di tutta la cristianità, con un Papa che dopo quattro mesi di pontificato si dimise”.
“Non ricordo alcuna dimissione da parte dell’ex governance – aggiunge – nonostante costanti avvisi di garanzia, rinvii a giudizio e processi”.
“Personalmente – chiosa Tiberti – trovo abbastanza singolare che l’assessore Pietro Di Stefano dica che il Comune non puo’ revocare la variante urbanistica su quei terreni”.






