L’AQUILA – Il consiglieri comunale Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila), con il sostegno dei colleghi Emanuele Imprudente (L’Aquila città aperta), Guido Liris (Pdl), Alessandro Piccinini (gruppo misto), Luigi D’Eramo (Prospettiva 2022) e Raffaele Daniele (Udc), ha presentato una proposta relativa all’inserimento, nel Regolamento del Comune dell’Aquila, dell’istituzione della Consulta giovanile.

“Le finalità – si legge nella proposta – sono quelle di includere fattivamente la popolazione di età compresa tra i 14 e i 30 anni nel dibattito sulle politiche rivolte ai giovani. Per questa ragione avrà potere consultivo per quanto riguarda le proposte dell’amministrazione comunale sui temi e sulle problematiche legati alle politiche di settore. Sarà composta da 15 ragazzi, di cui 5 eletti all’interno degli istituti di istruzione secondari, 5 all’interno dell’Università dell’Aquila e 5 nominati dal Consiglio comunale. Annualmente, inoltre, verrà designato un presidente”.

DI GIOVAMBATTISTA: “SONO D’ACCORDO, STO GIA’ LAVORANDO PRONTA A UN CONFRONTO”

“La proposta di istituire una Consulta giovanile mi trova assolutamente d’accordo. D’altronde non è un’idea inedita, ma si tratta di uno dei punti basilari inseriti nel programma del sindaco Massimo Cialente, di cui mi sto occupando sin da quando mi sono insediata”.

Lo dichiara l’assessore comunale alle Politiche Sociali Emanuela Di Giovambattista, in risposta alla proposta avanzata da alcuni consiglieri comunali.

“La partecipazione dei giovani è un principio vitale per la vita democratica e la Consulta è indubbiamente uno strumento indispensabile per dare voce alle esigenze, ai bisogni dei ragazzi della nostra città, che reclamano spazi e attenzione – afferma – Ho già pronta una bozza di Statuto sulla quale sto lavorando, ma sono pronta ad accogliere suggerimenti e proposte che possano rendere l’organismo più aderente alle esigenze dei giovani”.

L’assessore afferma di accogliere “pertanto favorevolmente il suggerimento dei consiglieri comunali. Per istituire uno strumento di partecipazione di tal genere è necessario un confronto e un dialogo con tutte le componenti politiche, ma soprattutto con i ragazzi. È per questo che convocherò un incontro con loro, per giungere ad un documento il più condiviso possibile”, conclude.

GIOVINE L’AQUILA: “NECESSARIA MA RAPPRESENTANZA E CRITERI POCO CHIARI”

“L’associazione di promozione sociale Giovine L’Aquila, essendo venuta a conoscenza del progetto di inserimento della Consulta giovanile presentato dal consigliere Ferella, con il sostegno dei colleghi Liris, Piccinini, D’Eramo, Daniele, accoglie con grande entusiasmo la sua proposta” ma con alcune puntualizzazioni elencate in una nota dall’esponente Giacomo Pio.

“È circa un anno infatti che l’associazione lavora a un progetto di Consulta giovanile che possa realizzare un ponte tra i giovani e la politica cittadina, indispensabile specialmente in questo delicato periodo – ricorda – Nel mese di settembre l’associazione ha incontrato l’assessore con delega alle Politiche giovanili Emanuela Di Giovambattista, con la quale ha preso l’impegno di portare avanti il progetto e di condividerlo, il prima possibile, con le altre associazioni, giovanili e non, dell’Aquila”.

“Pur ritenendo quantomeno necessario un organo istituzionale dedicato in maniera specifica alle tematiche riguardanti i giovani del territorio aquilano – obietta – non è chiaro come solo quindici ragazzi possano rappresentare adeguatamente la gioventù aquilana, considerando che dieci di loro, i rappresentanti degli studenti medi e universitari, trovano legittimità della loro rappresentanza già in altri consessi. I rimanenti cinque sono scelti nominalmente, con un criterio non molto chiaro, dai membri del Consiglio comunale, negando cosi ai giovani aquilani la facoltà e il diritto di poter decidere sui loro stessi rappresentanti”.

Per Pio “è da notare anche la completa omissione delle associazioni giovanili, cittadine, sportive e studentesche. La Consulta dovrà avere un ruolo fondamentale nella discussione e nel confronto sui temi che abbracciano la vita dei giovani – sottolinea – È interessante constatare che, all’indomani del sisma, molte associazioni, giovanili e non, sono nate per tentare di risanare, ricreare, aiutare il tessuto sociale aquilano ormai perso. Molte di queste hanno avuto una morte prematura, probabilmente anche per la mancanza di un appoggio e di un organo che potesse sostenerli nella loro attività”.

“In virtù di questi motivi l’associazione Giovine L’Aquila esprime grande soddisfazione nell’apprendere che nel consiglio ci siano membri sensibili al tema dei ragazzi ma non può essere pienamente d’accordo con la struttura del progetto presentato. Chiede pertanto su questo tema un confronto con le istituzioni e le altre realtà associative giovanili e studentesche presenti nel territorio del comune di L’Aquila”, conclude.