L’AQUILA – Tragedia questa mattina all’Aquila dove un operaio di 49 anni è morto sul lavoro: l’uomo ha perso la vita nella fabbrica Hca nel nucleo industriale di Bazzano dopo essere stato schiacciato da un pesante carrello elevatore che lo ha spinto contro una bobina.

La vittima è l’aquilano Marco Rocchini.

La dinamica di quanto accaduto è comunque al vaglio degli investigatori che la stanno ricostruendo.

Si indaga per omicidio colposo e presunte violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Disposta l’autopsia dal pm di turno che sarà eseguita mercoledì mattina dall’anatomopatologo Giuseppe Calvisi.

Una volta dato l’allarme sono accorsi subito i sanitari del 118 dell’ospedale San Salvatore che, purtroppo, hanno constatato il decesso dell’uomo.

Sul posto sono in corso i sopralluoghi dei carabinieri che riferiranno alla procura della Repubblica aquilana.

I carabinieri, al comando del luogotenente della stazione di Paganica, Nunzio Gentile, hanno sequestrato il carrello elevatore (o muletto) e una parte del capannone, lo stretto indispensabile. Sul posto anche gli ispettori del lavoro dell’Asl.

Scrive il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi: “A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità, esprimo il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Marco Rocchini, che questa mattina ha perso la vita mentre era al lavoro nell’azienda di cui era dipendente, nel nucleo industriale di Bazzano”.

“La perdita di un giovane uomo, marito, padre di famiglia, di appena 47 anni, durante la sua attività quotidiana, ci colpisce e ci addolora profondamente. Ci stringiamo con sentita partecipazione alla famiglia, a tutti coloro che gli volevano bene, ai colleghi, in un momento di così grande sofferenza. Siamo fiduciosi che le dinamiche dell’incidente saranno chiarite con la massima attenzione dagli organi competenti. Di fronte a tragedie come questa, rinnoviamo con forza l’impegno collettivo per la sicurezza sui luoghi di lavoro, che deve rappresentare una priorità assoluta”, conclude il primo cittadino.

In una nota, il segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo, commenta: “È l’ennesima sconfitta di un sistema che non tutela la vita e l’incolumità dei lavoratori. Come sindacato esprimiamo vicinanza alla famiglia e ai colleghi del giovane operaio e proviamo un senso di tristezza di fronte a un episodio che si inserisce nei numerosi incidenti sul lavoro che affliggono anche la nostra regione”.

“La Uil è da sempre impegnata in prima linea, innanzitutto con la campagna ‘Zero morti sul lavoro’ che ha l’obiettivo di sensibilizzare sul tema e di raggiungere obiettivi concreti per l’azzeramento di episodi di questo genere. Perché ogni lavoratore ha diritto a tornare a casa sano e salvo, e ogni perdita rappresenta una sconfitta per l’intera società”.

“È necessario – conclude la nota di Lombardo – rafforzare i controlli, investire nella sicurezza e promuovere una cultura del lavoro che metta al centro la vita e la dignità delle persone”.

Commenta la consigliera Pd al Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane: “La notizia è arrivata come un macigno e ha interrotto il corso normale delle cose: dietro ogni dinamica da chiarire c’è una certezza che si ripete, sempre uguale, sempre inaccettabile. A 47 anni si dovrebbe vivere di lavoro, non morire lavorando.  Alla sua famiglia vanno le più sincere e profonde condoglianze. Non esistono parole che possano colmare un vuoto così improvviso e ingiusto. Resta il dolore, e il dovere di stringersi attorno a chi oggi si trova privato di un affetto, di una presenza, di un pilastro della propria vita”.

“Ora ognuno faccia la sua parte. La magistratura accerti fino in fondo cause e responsabilità. Le istituzioni sostengano anche concretamente  davvero questa famiglia, colpita all’improvviso. Imprese e sistema dei controlli mettano la sicurezza al primo posto, senza compromessi. Queste tragedie si possono e si devono evitare. E noi non possiamo permettere che vinca l’indifferenza, che tutto continui come se nulla fosse. È proprio nel silenzio che queste morti si ripetono, trasformandosi in una tragica normalità.

“Prevenzione. Prevenzione. Prevenzione. Non aspettiamo il prossimo incidente per arrivare percorsi virtuosi. Le istituzioni hanno il dovere di rispondere con serietà e concretezza  a questa ennesima tragedia. Perché il lavoro deve essere dignità. Non una condanna”, conclude Pezzopane.

In una nota, il segretario regionale del Partito Democratico Abruzzo, Daniele Marinelli, la responsabile Lavoro della segreteria regionale, Monia Pecorale e il segretario provinciale PD L’Aquila Stefano Albano, scrivono: “L’ennesima tragedia sul lavoro a Bazzano colpisce la nostra regione e lascia sgomenti. Alla famiglia dell’operaio 47enne, ai colleghi e a chi gli voleva bene arrivi il nostro cordoglio più sincero”.

“Continuare a morire di lavoro nel 2026 è inaccettabile – sottolineano – Non può essere considerato un destino né una fatalità. Dietro ogni incidente ci sono condizioni che vanno verificate fino in fondo: organizzazione del lavoro, formazione, sicurezza, prevenzione e controlli – proseguono – . Ma accanto alla doverosa ricostruzione dei fatti c’è un tema più ampio e non più rinviabile: la sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità reale e quotidiana, non un impegno evocato solo dopo le tragedie”.

“Il nodo centrale è la prevenzione, servono più controlli, più ispettori, più investimenti e una cultura della sicurezza che coinvolga imprese e istituzioni. Non possiamo continuare ad assistere a questo bollettino di guerra. Il lavoro deve essere dignità e futuro, non rischio e morte. Su questo chiediamo un impegno concreto a tutti i livelli, perché ogni vita persa è una sconfitta per l’intero Paese”, conclude la nota.

Una tragedia – osserva Marcello Vivarelli, segretario regionale Fesica-Confsal Abruzzo – accaduta “a pochi giorni dal Primo Maggio” che non può essere considerata una fatalità”.

“La strage continua. Ogni morte sul lavoro indica che prevenzione e controlli non sono sufficienti – prosegue il sindacalista – Servono verifiche costanti, formazione reale e responsabilità precise lungo tutta la catena. Non bastano più dichiarazioni dopo le tragedie. La sicurezza deve essere una priorità concreta, non un obbligo solo formale”.

“Alla famiglia del lavoratore va il nostro cordoglio. L’obiettivo deve essere uno: evitare che episodi come questo si ripetano, altrimenti la retorica continuerà a restare tale”, conclude Vivarelli.

I sindacati CGIL-CISL-UIL-FIM-FIOM-UILM L’Aquila si stringono “attorno al dolore dei suoi cari, ma alla vicinanza si unisce una rabbia profonda”.

“Confidiamo nel lavoro degli inquirenti perché si faccia chiarezza al più presto sulle cause della tragedia. Intanto, però, dobbiamo constatare, ancora una volta, che non ci sono decreti che tengano di fronte alla realtà brutale dei fatti – osservano o sindacati – La normativa esiste, tuttavia appare impotente se non viene accompagnata da una volontà politica ed economica reale di cambiare le cose. Nonostante i proclami, il divario tra ciò che si dovrebbe fare e ciò che si fa realmente è diventato un abisso”.

“Per fermare questa scia di sangue non servono nuove promesse, ma fatti concreti, ossia controlli capillari, cultura della sicurezza e formazione – sottolineano –  È necessario un potenziamento immediato degli organi ispettivi perché senza una vigilanza costante e sanzioni severe, le norme rimangono suggerimenti ignorati. La prevenzione deve diventare il DNA di ogni azienda, non un corso di poche ore fatto per ‘mettersi in regola’ formalmente”.

“Inoltre – aggiungono – serve formazione vera, specifica e aggiornata per ogni lavoratrice e lavoratore, finanziata seriamente e non lasciata al risparmio. Non è più tollerabile limitarsi al lutto mentre il dibattito pubblico si perde in sterili tecnicismi. Il tempo del cordoglio di facciata è scaduto, ora deve aprirsi quello della responsabilità e dell’azione”.

“La nostra mobilitazione proseguirà senza sosta, in ogni luogo e in ogni forma, finché la sicurezza non sarà riconosciuta come la priorità assoluta del Paese. Per questo, chiediamo la convocazione immediata di un tavolo prefettizio che coinvolga le parti sociali e gli enti ispettivi per dare seguito al protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso 24 aprile 2026. Gli impegni presi sulla carta devono tradursi, subito, in tutele reali e concrete per ogni lavoratrice e ogni lavoratore”, concludono i sindacati.

Scrivono i consiglieri regionali del Pd Silvio Paolucci e Pierpaolo Pietrucci: “Siamo rimasti sconcertati per l’assurdo e tragico incidente sul lavoro che ha strappato la vita a Marco Rocchini in una fabbrica di Bazzano. Nel porgere le nostre più sentite e vere condoglianze ai familiari, ci preme tornare su un argomento delicato e da affrontare in tutti i modi possibili: la sicurezza nei posti di lavoro. L’Abruzzo è la regione che detiene il triste primato di incidenti e morti sul lavoro. E questo sta a significare che qualcosa non funziona e bisogna apportare correttivi immediati affinché la mattanza di lavoratori abbia fine”.

“La morte tragica di Marco Rocchini, grande lavoratore, stimato e rispettato da tutti, che lascia la moglie e la figlia, deve suonare come ultimo campanello di allarme nelle falle di un sistema di sicurezza nei luoghi di lavoro che i dati forniti dall’Inail dichiarano non più sostenibili per L’Aquila e l’Abruzzo. Per quel che ci compete ci attiveremo subito, insieme alle rappresentanze dei lavoratori, per definire fino in fondo la tematica della sicurezza. Un impegno al quale dedicheremo tutte le nostre forze”, concludono i consiglieri.