L’AQUILA – Nove mesi di attesa per una risonanza magnetica.
Questo l’esito di una prenotazione effettuata in mattinata da un cittadino all’ospedale San Salvatore dell’Aquila.
La risonanza presso la struttura aquilana è prevista, carte alla mano, per il 31 maggio 2012, in alternativa all’utente è stata data la possibilità di optare per l’ospedale di Avezzano (L’Aquila), anticipando l’esame al 21 settembre.
Una delle tante ‘normali anomalie’ dell’ospedale del capoluogo, all’interno del quale, specie nei mesi estivi, è possibile passeggiare senza problemi data la carenza di personale in diversi reparti e una conseguente inattività anche nelle ore mattutine, quelle degli ingorghi.
Ad AbruzzoWeb arrivano continue segnalazioni di cittadini-utenti i quali, pur con la buona volontà sia loro che degli addetti ai lavori, si trovano di fronte a situazioni grottesche come la mancata sostituzione del tecnico analisi in ferie o la ormai ben nota carenza di posti-letto.
La scure dei tagli governativi è sempre attiva e questo gli aquilani lo sanno benissimo, come del resto gli italiani.
“Ci si aspetta, però – fanno notare i cittadini in attesa di prenotare una visita – una presa di posizione dura soprattutto da parte di chi in ospedale deve lavorare. Continuare a dire che rispetto ad altri posti il San Salvatore non sta male, non fa altro che peggiorare la situazione, perché, con questa filosofia da quattro soldi, non si fanno progressi, ma solo passi indietro. Qui c’è stato un terremoto, forse qualcuno l’ha dimenticato”.





