L’AQUILA – Scatterà a partire da sabato 30 agosto, in occasione della prima partita casalinga dell’Aquila Calcio nel campionato di Lega Pro, il divieto di vendita di bevande da asporto in contenitori di vetro e metallo per le attività che si trovano nelle strade limitrofe allo stadio Tommaso Fattori.

Varrà per tutto il campionato l’ordinanza n° 90, firmata ieri dal sindaco del capoluogo abruzzese Massimo Cialente volta a “prevenire situazioni di criticità per l’ordine e la sicurezza pubblica” e che ha generato non pochi malumori tra esercenti aquilani.

Le associazioni di categoria sono già sul piede di guerra e chiedono un incontro urgente al primo cittadino in una lettera firmata dal direttore regionale di Confcommercio Celso Cioni, dal presidente provinciale Fida, Angelo Liberati, e dal presidente della Confcommercio dell’Aquila, Alberto Capretti.

 “Si tratta di un incontro per cercare soluzioni alternative. Non credo si tratti di un problema risolvibilbile attraverso il metodo del proibizionismo di prossimità – afferma Cioni ad AbruzzoWeb – Si tratta di provvedimenti che colpiscono nel profondo tutti i pubblici esercizi del centro storico, un centro storico già di per sè caratterizzato da diverse problematiche di natura economica e commerciale”.

“Con l’incontro – prosegue – vorremo poter dimostrare alle istituzioni comunali che per ovviare al problema si potrebbero fare interventi anche meno drastici e provvedimenti che, pur mantenendo inalterati principi ispiratori della pubblica sicurezza, potrebbero comunque andare ad attenuare gli effetti negativi dell’ordinanza”.

“Un’ordinanza che ammazza il commercio in ripresa”, secondo Liberati, proprietario tra l’altro del supermercato Conad adiacente alla rotatoria dello stadio.

Liberati sottolinea inoltre “le discriminazioni che lasciano fuori determinate strade dall’ordinanza e ne tirano dentro altre. Via Ettore Moschino, ad esempio non è compresa, eppure si trova nei pressi dello stadio: proprio lì di fronte c’è la Coop. Queste sono discriminazioni vere e proprie”.

“Un provvedimento restrittivo che taglia le gambe ai commercianti – conclude il presidente provinciale della Fida – Il sabato, infatti, è il giorno di maggiori consumi sia per i supermercati che per i bar e i locali del centro storico. Siamo tutti tifosi, ma non possiamo non criticare questa ordinanza”.