L’AQUILA – “Chiediamo con forza e determinazione le dimissioni del consigliere D’Angelo e soprattutto a tutte le forze del Centrosinistra che fanno opposizione alla giunta Biondi, ieri stranamente presente alla cena con Mussolini a Collebrincioni, mentre ancora fa discutere la sua assenza alle celebrazioni del 25 aprile, di esprimersi rispetto ai pericoli di derive fasciscesteggianti in città, anche attraverso la presentazione di ordini del giorno all’interno dell’assise civica”.

Non si placano le polemiche attorno alla cena che si è svolta ieri sera nel ristorante Parkeller di Collebrincioni all’Aquila, di proprietà del consigliere comunale Daniele D’Angelo, che ha avuto per protagonista Caio Mussolini, pronipote del Duce, candidato alle europee con Fratelli d’Italia. Così, il circolo aquilano di Sinistra italiana, che già nei giorni scorsi si era espressa contro la presenza di Mussolini, questa volta chiede le dimissioni di D’Angelo.

“Una presa di posizione in Consiglio Comunale – aggiunge Sinistra italiana -, una richiesta di dimissioni nei confronti di chi, come il consigliere D’Angelo, fa del fascismo, come da lui stesso ammesso ‘uno stile di vita’. Richiesta di dimissioni immediate, perché l’antifascismo si pratica cominciando con il dichiararsi tali, perché si è giurato fedeltà alla Costituzione antifascista e non possiamo permettere che nella Città dei nove martiri c’è chi, ricoprendo un ruolo istituzionale, strizza l’occhio al vergognoso periodo del ventennio”. 

“Chiediamo a tutti i consiglieri che si ritrovano nei valori dell’antifascismo, di presidiare i luoghi della democrazia, di abitare queste contraddizioni piuttosto che eluderle fingendo di essere altrove. Di fronte all’evolversi e al proliferarsi di rigurgiti di fascismo e razzismo, ci teniamo a ribadire e fare nostra la famosa citazione di Giacomo Matteotti, assassinato dai fascisti nel 1924 dopo aver denunciato in Parlamento i brogli elettorali e le ruberie del nascente regime ‘Il Fascismo non è un’opinione come le altre, è un crimine’ e come tale va combattuto senza se e senza ma”, conclude la nota.