L’AQUILA – “L’indirizzo politico è che non si possono utilizzare soldi pubblici per interessi privati, ma in questo caso si parla di rapporti istituzionali tra corpi. In ogni caso la responsabilità delle scelte gestionali è del comandante”.

Betty Leone, assessore alle Risorse umane del Comune dell’Aquila con delega alla Polizia Municipale, commenta così ad AbruzzoWeb la vicenda di ieri portata alla luce da questo giornale di un corteo nuziale con tanto di scorta di vigili urbani dell’Aquila pagata con soldi pubblici.

“Fermo restando che non è possibile dedicare ai privati un servizio pubblico perché sarebbe distrazione denaro pubblico – sottolinea la Leone – questa è stata una scelta gestionale del comandante Eugenio Vendrame nell’ambito dei rapporti di collaborazione che esistono da tempo tra il corpo dei vigili dell’Aquila e quello di Roma”.

Vendrame, contattato da questo giornale, aveva spiegato che “a volte vengono autorizzati questi servizi”, in questo caso particolare, autorizzato, visto che la donna aveva lavorato nel capoluogo nel post-terremoto del 6 aprile 2009 e ci teneva a una rappresentanza dei colleghi.

“Ci sono prassi nei corpi militari e se c’è una collega che si sposa ci sono forme di rappresentanza e collaborazione da parte del corpo”, conclude la Leone.