L’AQUILA – Per accertare le cause del decesso, con ogni probabilità, verrà disposta l’autopsia, ma a L’Aquila resta incolmabile il dolore, identico lo sconcerto, per la morte di Fabrizio Sciarra, storico dipendente della società partecipata della Regione, Abruzzo Engineering, oggi Abruzzo Progetti.

Sciarra, 42 anni, originario di Cagnano Amiterno, si è spento improvvisamente, stroncato da un infarto. Lascia la compagna Cristina e una bimba di sei mesi.

Sciarra, non sentendosi bene, aveva deciso ieri di andare da solo al pronto soccorso dell’ospedale San Salvatore per un controllo. Ed è lì, mentre era in attesa di essere visitato, che è si accasciato privo di sensi, subito soccorso dal personale sanitario, ma vani sono stati i tentativi di rianimazione, con interventi meccanici e farmacologici.

La notizia ha gettato nello sconforto l’intera comunità, dove Sciarra era molto conosciuto, stimato nell’ambiente lavorativo e per il suo impegno nel sociale e come militante di sinistra.

Con commosse parole lo ricorda il suo amico e consigliere comunale Enrico Verini: “Carissimo Fabrizio, carissimo collega, carissimo compagno di partito, ma soprattutto carissimo Amico Mio. Raramente ho conosciuto una persona più gentile, più educata, più intelligente e più affettuosa di te ed è ingiusto e veramente incredibile pensare che in un solo secondo possa cambiare tutto. Continuerò sempre a sentirti vicino e non mi dimenticherò mai di te”.

Scrive un altro suo amico e compaesano, l’ex assessore comunale del Pd Pietro Di Stefano: “Ridare ordine dopo un pomeriggio di dolore e smarrimento, bisognerebbe riordinare ma come si fa? Esiste un ordine vero, cioè quello che fa accadere cose logiche appunto ordinate? Mi faccio queste domande quando la vita ti mette difronte a cose assurde. La scomparsa di un amico, del figlio del mio amico, di quel figlio che a volte mi diceva scanzonato “tu sei il mio secondo padre”. Scherzava o diceva seriamente perché quando aveva cose serie e importanti ci teneva a dirmele per sentire il mio pensiero. Ecco, quando un fulmine se lo porta via a poco più di quarant’anni, proprio dentro l’ospedale dove era arrivato con le sue gambe e dove era andato all’avvisaglia di un malore in corso. Poco più di quarant’anni e una bambina piccola, la sua gioia e un po’ anche il suo ritratto per come me lo ricordo da piccolo quando il suo papà lo portava in giro e anche quando provavamo a giocare a tennis a Cagnano, con la pallina che finiva dentro una buca e solo le manine di Fabrizio riuscivano a riprenderla. Non c’è ordine da riordinare perché una simile tragedia ti lascia confuso a vita, a chiederti perché il destino si era appostato in modo così beffardo. E allora non resta che dirsi ciao, solo ciao perché addio proprio non ci riesce dirlo”.

Scrive Fabiano Ettorre, “Amico mio non mi escono le parole , ci siamo visti qualche giorno fa al centro commerciale sempre con il tuo sorriso. Ci siamo lasciati e mi hai detto poi sentiamo Enrico Verini una sera e mangiamo qualcosa insieme. Ora proteggi la tua famiglia ma soprattutto guida la tua piccola bimba di soli 6 mesi in questo mondo …. Un abbraccio amico mio”.

“Fabrizio caro amico mio mi mancherà parlare e scherzare con te ringrazio dio di averti conosciuto. Perché persone buone e di cuore come te ne ho conosciute poche mi mancherai tantissimo amico mio te ne sei andato troppo presto”, ha commentato Lorenzo Bellini  

“Esprimo profondo cordoglio alla famiglia di Fabrizio Sciarra, la sua improvvisa scomparsa manda il cuore in gola e lascia davvero senza parole”, scrive in una nota il senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris.

“Conoscevo bene Fabrizio, con cui eravamo quasi coetanei essendo lui di solo un anno più giovane di me. Era dipendente di una società partecipata della Regione le cui evoluzioni ho seguito particolarmente da vicino da assessore delegato”, ricorda Liris.

“La scomparsa di Fabrizio ci lascia senza parole. A nome dell’azienda, di tutti i colleghi che negli anni lo hanno conosciuto e che con lui hanno condiviso progetti, sfide, talvolta anche preoccupazioni, esprimo profondo dolore”, così l’amministratore unico di Abruzzo Progetti, Andrea Di Biase. “Sarà difficile superare questo inaspettato trauma. Siamo vicini ai suoi cari”, conclude Di Biase.

Alla famiglia le condoglianze della Redazione di AbruzzoWeb.