L’AQUILA – È sceso dal balcone, dal quale minacciava di gettarsi, convinto dalla promessa di un incontro con il coordinatore della Struttura per la gestione dell’emergenza per lunedì prossimo.

Si è conclusa in questo modo la drammatica protesta di Teodosio Fedullo, l’uomo di 50 anni che questa mattina è salito sul balcone della sua abitazione di via dei Vestini, nel quartiere Banca d’Italia, resa inagibile dal terremoto di tre anni fa, per protestare contro la mancata assegnazione di un alloggio più grande per la sua famiglia.

Una volta sceso dal balcone, commentando l’incontro che terrà con Roberto Petullà per tentare di risolvere la sua situazione alloggiativa, l’uomo ha detto: “Altre promesse, per l’ultima volta abbiamo deciso di crederci”.

L’uomo è un dipendente di Thales Alenia Space e occupa un alloggio al progetto C.a.s.e. di Coppito 3 insiema a sua moglie, Nadia Susha, originaria dell’Ucraina, e un figlio piccolo. La coppia è in attesa di un altro bimbo che nascerà tra tre mesi e, per questo motivo, da tempo ha fatto richiesta di un appartamento più grande.

A questo, la Struttura per la gestione dell’emergenza, stando a quanto si è appreso, aveva risposto di inoltrare una nuova domanda solo una volta che il bimbo fosse venuto alla luce. Da qui, la decisione di protestare minacciando di togliersi la vita, per ora scongiurata. (alb.or.)