L’AQUILA – Non bastava nei giorni scorsi la chiusura dell’ambulatorio di Ginecologia dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila per mancanza di personale. Ora la piaga dell’assenteismo sembra coinvolgere anche il reparto di Radioterapia: davvero tante le prestazioni eseguite sui pazienti e tra queste non poche effettuate senza prenotazione alcuna.
Stando alla ricostruzione del quotidiano Il Messaggero, l’inchiesta, con il passare delle ore, non si è ancora conclusa. E si sta concentrando sempre più sull’infedeltà di medici e infermieri.
L’indagine, condotta dalla squadra Mobile aquilana, sta facendo emergere altri particolari interessanti, vista anche la mole di documentazione uscita allo scoperto, riguardante diversi mesi di ricoveri, esami e visite. Restano serie perplessità circa la regolarità delle indagini cliniche, specie confrontando i referti con le effettive prenotazioni richieste dai cittadini.
Sembrerebbe così che nel reparto di Radioterapia, sulle visite eseguite (se ne contano circa 4 mila) ne emergerebbero circa una decina di cui nessuno del personale infermieristico ammette di aver condotto con il professionista di turno. In pratica, il medico in questione avrebbe fatto la sua visita al paziente senza nessuna autorizzazione. Ma è anche vero, senza nessun controllo.
A confermare il comportamento a dir poco scorretto del medico, basterebbe dare uno sguardo a delle vecchie note di richiamo dell’ex primario del reparto, che aveva a suo tempo già segnalato il problema al diretto interessato. In ogni caso, il “libero” professionista è stato segnalato agli uffici della procura della Repubblica dell’Aquila per il reato di truffa ai danni dello Stato.
Ma l’inchiesta sul fenomeno assenteismo pare non si fermi qui ma abbia già dei risvolti interessanti, su cui gli investigatori della Mobile stanno lavorando in questi giorni.
Si sentiranno altre testimionianze importanti, anche per indagare sul caso dei “cartellini” di presenza, timbrati con disonesta complicità dai professionisti ospedalieri, in camice bianco, in fuga dall’ospedale per qualche personale commissione e “consulenze”, magari dimenticandosi, con disarmante ingenuità, che addosso gli resta ancora la divisa.






