L’AQUILA – Buone notizie per i residenti negli alloggi del “Consorzio 201” di Pettino, una delle frazioni più popolose dell’Aquila, che molto probabilmente presto potranno accedere ai contributi per la ricostruzione delle loro abitazioni, gravemente danneggiate dal terremoto di quattro anni fa.

Si tratta di uno degli interventi più sostanziosi nel post sisma del capoluogo, se non il più grande con i suoi 50 milioni di euro di lavori stimati, finora bloccato da una vicenda giudiziaria che si trascina da anni.

Da quanto appreso da AbruzzoWeb, la Giunta sarebbe pronta ad approvare una delibera che potrebbe mettere fine alla querelle che vede contrapposto l’ente e gli eredi dei proprietari dei terreni su cui sono state costruite le case.

La vicenda prende spunto sin dai primi anni ’70, quando il Comune dell’Aquila, a seguito di un bando, concesse a 17 cooperative vari lotti, destinati urbanisticamente dal piano regolatore a zona per l’edilizia economica e popolare (Peep), per la nascita del mastodontico insediamento localizzato tra via Svizzera, via Germania e via Francia.

Furono in tutto 201 le abitazioni edificate, in cui fino al 6 aprile 2009 vivevano altrettante famiglie.

L’iter per l’esproprio delle aree, però, non si definì mai e nacquero accesi contenziosi con i proprietari dei terreni, con quest’ultimi che si rivolsero in tribunale.

Al termine di una causa pluridecennale i magistrati hanno dato loro ragione e hanno rinviato la quantificazione delle somme dovute al Tar, dove il giudizio è ancora pendente.

Il problema è che tra le richieste degli eredi c’è anche quella del sequestro dell’area, per cui sulla presentazione del progetto di ricostruzione gravava l’incognita di un’eventuale decisione in tal senso da parte dei giudici amministrativi.

Sembra però che tra le parti si sia trovato un accordo, e l’esecutivo municipale si prepari a dare l’ok a una transazione che riconosce una cifra vicino ai 350 mila euro ai titolari dei terreni, che si andranno ad aggiungere ai 6 mila euro che ognuno dei 201 assegnatari sborserà, per un totale di circa 1,5 milioni di euro.

In questo modo ci sarà il via libera alla presentazione della pratica, tra l’altro particolarmente complessa.

Quello di Pettino, infatti, è un territorio attraversato da una faglia sismica importante, tanto che dei 201 appartamenti ben 175 saranno interessati da un intervento di demolizione e ricostruzione (alcuni sono già stati buttati giù per esigenze di sicurezza), mentre dei restanti 26 le “villette” di via Svizzera, classificate “B”, sono già state rese agibili e altre pochissime con esito “E” avranno bisogno solo di essere consolidate.

“Finalmente si apre uno spiraglio per 201 famiglie che attendono da oltre quattro anni di conoscere il loro futuro”, commenta l’avvocato Alessandro Piccinini, che ha seguito la questione nella triplice veste di consigliere comunale, di avvocato di alcuni cittadini appartenenti alle cooperative e di proprietario di una delle case interessate.

“Al di là del coinvolgimento personale – spiega l’esponente del gruppo misto, in quota all’opposizione di centrodestra – è una notizia da salutare con favore, perché riguarda il comparto più grosso dell’intera periferia aquilana e forse anche di tutta la città”.

“Per questo – aggiunge Piccinini – chiederò al sindaco Massimo Cialente di portare presto all’attenzione dell’assise civica il provvedimento, su cui credo ci sia un’unanime condivisione, e di sollecitare l’Ufficio speciale per la ricostruzione affinché l’iter per l’approvazione del progetto sia il più rapido possibile”.