L’AQUILA – “Ho ritenuto necessario inoltrare un accesso agli atti presso la Asl 1 Avezzano, L’Aquila, Sulmona per fare chiarezza sulle modalità di assunzione in via d’urgenza della neo dirigente Manuela Tursini e sulla sua possibile incompatibilità con l’incarico attuale. Tursini, infatti, ricopre anche il ruolo di assessore alle Politiche Sociali del Comune dell’Aquila e ha richiesto subito l’aspettativa alla suddetta Asl, che però non è stata ancora concessa poiché non prevista come automatismo”.
Lo dichiara in una nota il presidente della Commissione Vigilanza, Sandro Mariani, del Pd, in merito alla vicenda che riguarda l’assessore comunale al Sociale Manuela Tursini a seguito della nomina a dirigente amministrativo della Asl aquilana, con delibera approvata lo scorso 19 luglio dal direttore generale Ferdinando Romano, senza un concorso ad hoc attingendo per le vie brevi, formalmente nel pieno rispetto delle norme e con un percorso e una procedura legittimo e trasparente, da graduatorie ancora aperte relative a concorsi indetti dal Comune e dal Consiglio regionale.
Secondo Mariani: “Spetterebbe ora all’azienda sanitaria o ad altri soggetti interessati segnalare il caso all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), chiarendo in che modo la sua funzione di assessore al Sociale possa nel caso interferire con il ruolo di dirigente amministrativo della Asl 1. Tuttavia la situazione appare in una fase di stallo, alimentando dubbi e incertezze sulla corretta gestione amministrativa di due enti fondamentali per la cittadinanza aquilana”.
“Il nodo centrale della vicenda riguarda proprio la duplice posizione della neo dirigente che lavora per la Asl 1 e, al contempo, riveste un ruolo chiave nel Comune dell’Aquila. Questo scenario potrebbe infatti configurare un’incompatibilità non solo con quanto stabilito dalla ‘Legge Severino’, che disciplina in modo preciso tali situazioni, ma anche con la sua funzione all’interno dell’ente capofila d’ambito sociosanitario che è proprio il Comune dell’Aquila”.
“La questione ha acceso il dibattito politico sia a livello cittadino che regionale. Infatti alla luce delle informazioni raccolte attraverso l’accesso agli atti valuterò se portare la discussione all’attenzione della Commissione Vigilanza del Consiglio regionale d’Abruzzo ed esperire ulteriori attività di sindacato ispettivo che rientrino nelle prerogative del Consiglio Regionale”, conclude Mariani.






