L’AQUILA – C’è maretta in seno alla maggioranza di centrosinistra del Comune dell’Aquila con il folto gruppo di Alleanza per l’Italia (Api) che fa inguastire il sindaco, Massimo Cialente.
Da tempo il primo cittadino va tuonando contro i rutelliani, facendo notare come il consigliere Giuseppe Ludovici, ex recordman di voti con Forza Italia, voti ormai sistematicamente contro dopo la mancata nomina dell’ex assessore di centrodestra Alfonso Tiberi al vertice dell’ex Onpi.
Ieri, poi, c’è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, in occasione dei lavori della I commissione consiliare (Territorio) dove si è impantanato il piano di rilancio del Centro turistico del Gran Sasso, che prevede un investimento di circa 15 milioni di euro in base al piano industriale atteso al vaglio del Consiglio dopo l’ok della Giunta.
A far saltare il banco, oltre ai contrasti della minoranza, la decisiva opposizione di due consiglieri Api, Pierluigi Mancini ed Ermanno Giorgi, quest’ultimo vice presidente del Consiglio comunale.
Un ostruzionismo che negli ambienti politici cittadini si vuole giustificato con il fatto che Mancini stia chiedendo a gran voce una rappresentanza in Giunta di Alleanza per l’Italia, dopo l’uscita del vice sindaco Roberto Riga, dimissionario dopo essere stato indagato nell’inchiesta su tangenti e appalti “Do ut des”.
Partiti come Rifondazione comunista hanno un solo consigliere e un assessore, è il ragionamento che fa Mancini con i suoi, mentre Api non ha nessuno a fronte di una nutrita pattuglia di tre consiglieri.
Quanto a Giorgi, non sfugge la sua recente presenza nelle commissioni accanto a Venanzio Cretarola, coordinatore provinciale di Centro democratico ed ex amministratore di Teramo Lavoro, a indicare forse un flirt con il suo vecchio partito con il quale era stato eletto vice di Carlo Benedetti.
Sulla crisi con Api, Cialente per il momento si limita a un secco “no comment”, preferendo sottolineare invece i rischi che potrebbero nascere se il piano per il Gran Sasso andasse in fumo: “È una lotta contro il tempo e sono preoccupato, se non passa la delibera il prossimo anno non si scia, gli aquilani ne siano consapevoli”. Alberto Orsini




