L’AQUILA -Tra i diversi problemi che deve affrontare, L’Aquila registra anche una preoccupante carenza di strutture dedicate allo sport, in particolare alla pallavolo.

Eppure da quando, nell’ottobre 2010, AbruzzoWeb si era occupato dei problemi per gli allenamenti delle squadre di pallavolo, legati all’impiantistica, la situazione non è migliorata.

“Purtroppo L’Aquila non ha mai avuto una struttura idonea, neanche prima del sisma”, afferma Marco Bellucci, pallavolista del gruppo sportivo Vigili del Fuoco.

“C’era la palestra a Centi Colella e quella dei Vigili del Fuoco, nella quale ci allenavamo. La struttura – ammette – non era neanche omologata per le gare, visto che mancavano gli spalti, ma almeno garantiva uno spogliatoio con docce calde e avevamo maggiore libertà nel gestire gli orari degli allenamenti”.

La situazione, già difficile per società e sportivi, è diventata ancora più complicata dopo il 6 aprile 2009. Nonostante la Provincia abbia messo a disposizione le  palestre di alcune scuole superiori (Scientifico, Geometri, Cotugno, Itis), che non consentono, tuttavia, l’uso delle docce, e nonostante il Comune abbia offerto le palestre delle scuole medie, come quelle della “Patini” e  della “Dante Alighieri”, le soluzioni, che tutti sperano essere provvisorie, non sembrano bastare.

“La  palestra dei Vigili del Fuoco è stata gravemente danneggiata dal terremoto ed è, probabilmente, da abbattere. Nel 2010 è stata disponibile la palestra dei Geometri che è, però, da dividere con altre due società di pallavolo (la prima squadra del Torrione e la prima squadra di San Martino, ndr) e questo crea forti limiti per tutte tre le società”, racconta Bellucci.

“Abbiamo a disposizione la scuola solo dalle 17 in poi e questo non ci consente di ripartire gli orari in modo adeguato tra le tre società. Sorgono, per esempio – prosegue – problemi con i ragazzini sotto i 13 anni, a cui va offerto un servizio in un’ora compresa tra le 17 e le 18, ma essendo un’unica struttura le tre società non possono offrire lo stesso servizio, né si può offrire una continuità, un certezza per l’anno successivo: attualmente, infatti, non sappiamo dove andremo a giocare l’anno prossimo. Inoltre, possiamo fare solo due allenamenti a settimana che, per squadre come la nostra, sono pochi, dovrebbero essere almeno tre”.

Le soluzioni, individuabili in futuro nelle nuove strutture ancora da costruire, come il palasport donato dai giapponesi, nell’immediato tardano ad arrivare.

“Stiamo aspettando che ci siano impianti disponibili, – aggiunge – attualmente ci sarebbero due spazi che potrebbero risultare idonei: la nuova palestra dell’Università a Coppito e un’altra a San Demetrio Ne’ Vestini ma, per la prima, non so come ci si potrebbe accordare con l’ateneo mentre la seconda si trova fuori L’Aquila e non sarebbe facilmente raggiungibile da tutti”.
 
“Se davvero realizzassero un palazzetto dello sport senza cemento per terra e che, magari, potesse accogliere anche il pubblico, con degli spalti, sarebbe tutto più semplice, ma al momento la situazione è questa e non sono molto fiducioso per il futuro”, dice Bellucci.

“Il Comune dovrebbe dare l’opportunità di usufruire di una struttura dando delle agevolazioni rispetto ai privati: attualmente noi paghiamo intorno ai 7 euro per un’ora nella palestra della scuola in cui ci alleniamo ma non abbiamo il servizio docce. Ci sono stati richiesti, in un’altra palestra, addirittura cinquanta euro per le docce. Calcolando che noi utilizziamo la palestra circa sette ore a settimana, un’ora e mezza il pomeriggio, per l’attività dei bambini, e un’ora e mezza la sera per le squadre, lascio immaginare quale potrebbe essere la spesa. È come se ci auto-tassassimo!”.

Nessuno sport, non solo quindi la volley aquilana, sembra essere esente dalla questione dell’impiantisca carente o inadeguata.

“È un problema  – conclude – che riguarda tutti gli sport dal basket all’atletica leggera al kung fu ma anche al calcio e al calcetto che, qui all’Aquila, necessiterebbero di strutture al chiuso almeno per l’inverno. Quando, ogni anno, partecipiamo alla riunione con il Coni per decidere come gestire le palestre si tenta di conciliare gli interessi di tutti gli sport ma non è affatto facile”.

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