L’AQUILA – “Non escludo nulla, conoscendo l’animo umano e anche una certa disperazione che c’è in città”.
Commenta così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, la segnalazione di fenomeni di prostituzione negli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e., costruiti dopo il 6 aprile 2009. Lucciole la cui presenza è stata confermata in un caso da una rapida indagine di AbruzzoWeb.
“Stiamo cercando di fare controlli – spiega il primo cittadino – ma vorrei che fosse chiara una cosa a tutti: con i Map, il progetto C.a.s.e. è una cittadina di circa 20 mila persone, Sulmona ne fa 23 mila. Un’intera città gestita dal Comune, una cosa impressionante”.
“Per questo – prosegue – ben venga un controllo sociale: chi si accorge, stando al progetto C.a.s.e., che c’è qualcosa che non va, ce lo segnali. Ci sono i vigili urbani che stanno facendo molti controlli, colpiremo anche quello”.
Anche se poi Cialente svela che “i nostri vigili ora sono un po’ demotivati perché denunciamo le persone che non ci sono ma poi il Tar dà ragione a loro. Riguardo a un signore che sta negli Stati Uniti – spiega – il giudice amministrativo ha detto che è giusto che mantenga la casa perché deve avere un cordone ombelicale ogni sei mesi mentre noi abbiamo gente che sta ancora a spasso”.
Comunque, conclude quasi con uno slogan, “segnalate, segnalate, segnalate!”. (alb.or.)




