L’AQUILA – È durata solo pochi minuti la visita dell’ex sindaco dell’Aquila, Enzo Lombardi, al nuovo vice sindaco del capoluogo, Nicola Trifuoggi, per illustrargli le sue 33 relazioni svolte nella scorsa consiliatura come presidente della V commissione consiliare, quella che si occupa di Controllo e garanzia.

A raccontarlo è lo stesso Lombardi ai microfoni di AbruzzoWeb, adombrando il dubbio, subito però fugato, di essere stato liquidato, ma assicurando che continuerà a segnalare al nuovo garante comunale della legalità le cose che non sono andate o non vanno dell’amministrazione di Massimo Cialente.

“A parte l’attesa di un’ora che posso pure comprendere, la visita è stata interrotta dopo 5 minuti dall’ingresso di una collaboratrice del sindaco che è venuta a dire che il sindaco cercava il vice sindaco e lì è finito il discorso”, spiega.

“Mi è venuto anche il dubbio, una volta si usava che per far finire un colloquio non gradito uno dicesse alla segretaria ‘fra 5 minuti entra e di’ che c’è una telefonata urgente’ – prosegue Lombardi ricordando i ‘vecchi tempi’ – Spero che non sia questo, conosco la probità di Trifuoggi e non credo che possa essere attribuito un fatto del genere a uno che, seppure in pensione, è un procuratore della Repubblica”.

A questo punto il rapporto diventerà epistolare. “Gli ho annunciato che avrei fatto delle lettere a lui dirette, e la prima è già partita, in cui gli sottopongo problematiche, atti, accadimenti, evenienze e quant’altro, che possono avere bisogno del suo interessamento sull’etica dei comportamenti e anche sulla legittimità e legalità degli atti”, continua.

“Gli ho scritto di interessarsi alle 25 deliberazioni che io ho scritto e che sono state approvate dalla commissione e dal Consiglio comunale e che, però, nessuno ha eseguito – sottolinea – Senza queste proposte, nessuna deliberazione che riguardi la ricostruzione sarebbe mai venuta dal sindaco, dalla Giunta, dagli assessori tranne qualche volta Pietro Di Stefano”.

“Ma tutte sono rimaste eluse e quindi è ancora più grave, perché tracciavano molti sentieri di natura generale che oggi mancano alla ricostruzione, che avviene con migliaia di cose che non sono in un contenitore organico”, conclude. Alberto Orsini