L’AQUILA – Quella che AbruzzoWeb riporta qui di seguito è una lettera indirizzata a Paola Severino Di Benedetto, il ministro della Giustizia dell’attuale governo Monti. È stata scritta da un’aquilana come tante, Maria Fioravanti, che vuole esprimere tutto il suo dolore per una città, la sua città, abbandonata a se stessa.
“Una città che, nonostante tutti i soldi visti passare, non ha avuto un centesimo per sè e per la sua ricostruzione”, denuncia nella lettera. In segno di “protesta”, la signora Maria ha deciso di stare in centro storico, oggi, ai Quattro cantoni, regalando una piantina di primule ai suoi concittadini.
“Gentilissima Paola,
sono una cittadina aquilana, il mio nome è Maria Fioravanti e in questa città sono nata 62 anni fa.
Qui sono cresciuta, qui è cresciuta mia figlia e qui ho svolto per una vita intera la mia professione di medico del Lavoro. A questa città devo tutto. Sono figlia di contadini ma ho scelto da me il mio destino. L’Aquila è stata per me madre e maestra. Oggi porto un lutto nerissimo ma la speranza e la riconoscenza mi spingono a non cedere alla rassegnazione.
Oggi è il primo giorno di primavera. Si risveglia la natura, come sempre. E la mia città?
Sembra di essere al centro di un tornado violento e devastante che non permette di discernere né il futuro né, dopo tre anni, il passato; ognuno se ne sta rannicchiato nel suo dolore, stordito dagli innumerevoli proclami proferiti con ecumenica soddisfazione diventati, ormai, insopportabili e molesti rumori.
Di soldi ne sono passati tanti. Passati, appunto. E non dico altro. Da questo deserto dei Tartari non emerge altro che la consapevolezza che la legalità è ormai solo una bella parola svuotata della sua efficacia.
So benissimo che il problema è nazionale ma qui all’Aquila urla con più chiarezza dalle pieghe – bocche deformate – del dolore e delle macerie.
In questo giorno, e per tutto il giorno, ho deciso di protestare violentemente accarezzando la mia città. L’Aquila è città bella e di cultura. Offrirò un piantina di primule colorate a tutti i miei concittadini. Torno in centro. Ai quattro cantoni, il cuore della mia città. Qui c’è sempre stata vita.
Oggi no, oggi c’è solo una camionetta militare.
Venga anche lei, Paola.
Venga a prendere una piantina
e venga a vedere come stiamo, tutti,
bambini, anziani, malati,
professionisti, disoccupati
innamorati
non vivendo.
Mi permetta un abbraccio,
Maria Fioravanti”




