L’AQUILA – Non c’è alcun allarme contagio per il caso di legionella al progetto C.a.s.e. di Roio 2 (L’Aquila).

A rassicurare i cittadini sul caso dell’aquilano residente negli alloggi antisismici che ha contratto il pericolosissimo batterio che colpisce le vie respiratorie è la dottoressa Maria Graziani, dirigente medico dell’Unità operativa Igiene e sanità pubblica della Asl n°1 Avezzano Sulmona L’Aquila.

“Non c’è pericolo di contrarre la malattia da una persona già affetta – spiega la dottoressa ad AbruzzoWeb – ma è importantissima la prevenzione a livello collettivo. Il rischio per la maggioranza della popolazione è limitato: sale di molto, invece, per le persone immunodepresse, cioè quei soggetti che hanno basse difese immunitarie a causa di altre patologie, come per esempio gli anziani, i cardiopatici o chi è soggetto a terapie antitumorali”.

COS’E’ LA LEGIONELLA E COME SI SVILUPPA

La legionella è un batterio che prolifera in aria e nell’acqua e vive nei vapori generati da quest’ultima. Può quindi trovarsi nelle docce e nelle rubinetterie di casa, ma anche negli impianti di aerazione delle case, dei  luoghi pubblici e delle automobili.

“Per questo è necessaria una manutenzione a medio termine degli impianti e far circolare l’acqua ad alte temperature per far morire il batterio”, consiglia la dottoressa.

Negli alloggi antisismici di Roio 2, dove è stato vietato l’utilizzo dell’acqua calda, sono in corso da venerdì le opere di bonifica tramite shock termico, come ha precisato dal sindaco, Massimo Cialente, sulla sua pagina di Facebook, tranquillizzando i cittadini preoccupati.

“Come nel caso degli alloggi antisismici di Roio, una volta effettuati i prelievi ad opera dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, si procede con la bonifica degli impianti – prosegue la Graziani – Questa può essere realizzata tramite lo shock termico, cioè facendo scorrere l’acqua ad altissime temperature per far morire il batterio, oppure per mezzo di sostanze chimiche. Entrambe, però, sono soluzioni temporanee. Il problema è generato molto spesso dai filtri sporchi degli impianti di aerazione e idrici, quindi sono necessarie revisioni sistematiche e periodiche”.

Il batterio all’interno delle case si trova molto spesso nei vapori delle docce e, quindi, può essere inalato con molta facilità, ma anche nei residui interni dei rubinetti.

“In questi casi dei bravi idraulici possono tranquillamente fare la revisione degli impianti privati. Certo e che non si può tenere sempre la temperatura altissima negli appartamenti”, puntualizza la dottoressa.

COME RICONOSCERE LA MALATTIA

“I sintomi all’inizio sono abbastanza banali: raffreddamento, colpi di tosse e febbre che molto spesso vengono scambiati per forme parainfluenzali. Se la febbre persiste è bene andare in ospedale – raccomanda la Graziani – Nei casi del batterio in questione spesso la diagnosi è polmonite da legionella. Il batterio intacca molti organi, ma il polmone è quello più colpito”.