L’AQUILA – Grande anteprima nazionale al ‘Ridotto’ del Teatro comunale dell’Aquila.

Domani alle 21 e venerdì alle 17,30 andrà in scena ‘Costellazioni’ di Nick Payne per la regia di Silvio Peroni, produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo e Khora.teatro per la Stagione teatrale aquilana. Sul palco ci saranno Margot Sikabonyi ed Alessandro Tiberi.

“C’è una teoria della fisica quantistica – si legge nella nota di presentazione – che sostiene che esista un numero infinito di universi: tutto quello che può accadere, accade da qualche altra parte e per ogni scelta che si prende, ci sono mille altri mondi in cui si è scelto in un modo differente. Nick Payne prende questa teoria e la applica ad un rapporto di coppia. Roland è un tipo alla mano, che si guadagna da vivere facendo l’apicoltore. Marianne è una donna intelligente e spiritosa che lavora all’Università nel campo della cosmologia quantistica. Costellazioni parla della relazione uomo-donna, ispirandosi alle idee della teoria del caos. Il testo esplora le infinite possibilità degli universi paralleli: si tratta di una danza giocata in frammenti di tempo. In questa danza la più sottile delle sfumature può drasticamente cambiare una scena, una vita, il futuro”.

“Nel testo – continua la nota – si ripercorrono più versioni dei vari momenti cruciali della relazione di Roland e Marianne: dalla conoscenza, alla seduzione, al matrimonio, al tradimento, alla malattia, alla morte.Payne mostra ripetutamente, le possibilità, e i diversi modi in cui i loro incontri sarebbero potuti andare a causa di fattori che vanno dalle relazioni precedenti alle parole e al tono di voce impiegati. Marianne e Roland si incontrano, sono fidanzati, non sono fidanzati, fanno sesso, non fanno sesso, si perdono, si ritrovano, si separano e si incontrano di nuovo.
Il testo si estende in un’indagine sul libero arbitrio e sul ruolo che il caso gioca nelle nostre vite. Se tutto questo potrebbe far sembrare Constellations un testo scientifico, non è niente del genere”.

“Assolutamente divertente – conclude la nota – ma disperatamente triste: è proprio il suo dinamismo intellettuale ed emotivo a rendere il testo unico e travolgente”.