L’AQUILA – Il rischio di un nuovo stop è dietro l’angolo.

Il 19 novembre prossimo è prevista l’udienza al Tribunale amministrativo regionale (Tar) dell’Aquila, nella quale verrà meno il ricorso che la ditta Spel di Altamura (Bari) aveva presentato contro l’assegnazione dei lavori di completamento dello stadio di Acquasanta – quello che, da tempo, dovrebbe diventare la ‘casa’ dell’Aquila Calcio dopo essere stato destinato al rugby per tre decenni – all’associazione temporanea di imprese capeggiata dai fratelli Giammarco di Montorio al Vomano (Teramo). 

Il Comune dell’Aquila, in autotutela, a sua volta aveva aggiudicato di nuovo l’appalto in favore della Spel, dopo una guerra a colpi di ricorsi per alcuni intoppi burocratici, annullando di fatto la prima aggiudicazione all’Ati guidata dai Di Giammarco che nel frattempo, lo scorso 15 ottobre, aveva però impugnato “per motivi aggiunti” la determina comunale.

Dalle parti dell’amministrazione aquilana, la speranza è che il Tar respinga la sospensiva dei Di Giammarco. In caso contrario, cioè se la sospensiva fosse accolta, si provvederà a ricominciare con la valutazione delle offerte. 

Intanto, però, sul terreno dello stadio l’erba è cresciuta e pure molto. Roberto Santilli