L’AQUILA – Resta al buio la sede di Fratelli d’Italia in via Pizzo D’Oca all’Aquila dove, nei giorni scorsi, è stata staccata la corrente elettrica per morosità.

Nessuno, secondo quanto appreso, avrebbe provveduto a saldare le ultime bollette.

Una “svista” che ha del clamoroso per il primo partito italiano e d’Abruzzo che ha trainato la coalizione di centrodestra e il presidente, Marco Marsilio, alla storica riconferma nella tornata elettorale abruzzese del 10 marzo scorso. Una tegola che getta ombre sull’ organizzazione del primo partito italiano che nel collegio L’Aquila-Teramo vede come deputato eletta nel settembre del 2022, il premier, Giorgia Meloni. Una indisponibilità che costringe il partito a “tour” nei locali del capoluogo regionale per fare incontri e summit oppure a rimandare gli stessi.

Tanto che proprio il 18 marzo scorso, in occasione della prima riunione del nuovo coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia eletto nel congresso del dicembre scorso con a capo l’imprenditore Claudio Gregori, l’incontro si è tenuto nel locale di intrattenimento “Nero Caffè”, in pieno centro all’Aquila. Con i vertici ed i dirigenti del partito che per nascondere la scomoda verità hanno raccontato che si è deciso di emigrare nel locale pubblico, tra l’altro pieno di clienti, perché la sede non era abbastanza spaziosa per ospitare i numerosi presenti.

Ma la bugia è presto venuta alla luce. Ed ora questa situazione è destinata a creare altre tensioni in un partito che in provincia dell’Aquila e in particolare nel capoluogo regionale, è impegnato in un complesso, difficoltoso e conflittuale post-voto alla luce della mancata elezione di un candidato aquilano con Alessandro Piccinini e Tiziana Del Beato rispettivamente 5.443 e 5.043 voti, al quarto e quinto posto e quindi fuori da palazzo dell’Emiciclo. E con i tre posti utili nelle mani degli uscenti Mario Quaglieri, recordman di preferenze con 11.748 voti, e Massimo Verrecchia, 7.758, entrambi marsicani, e della sorpresa Anna Maria Rossi, di Pratola Peligna. Un momento molto complicato che arriva dopo mesi e mesi di frazioni interne soprattutto per la guerra, mai sopita, tra il sindaco, Pierluigi Biondi, responsabile nazionale degli enti locali, e il senatore Guido Liris, relatore della ultima legge di stabilità.

Una situazione imbarazzante in quella che è considerata la roccaforte di Fratelli d’Italia visto che proprio all’Aquila, nel 2017, è cominciata la cavalcata vincente con Biondi, eletto primo sindaco meloniano di un capoluogo di regione, poi riconfermato nel 2022, e con Marsilio, nel 2019, primo governatore riconfermato il 10 marzo con circa sette punti di vantaggio sul candidato del centrosinistra, Luciano D’Amico. Un partito che in provincia è stato il più votato ma che in città è secondo dietro il Pd palesando le prime difficoltà. (a.c.)