L’AQUILA – “All’Aquila la ricostruzione post-sisma procede in ritardo e con tutti i limiti che impone il modello eurista, con disoccupazione crescente e concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi”.
È un giudizio che non ammette appelli quello di Marco Mori, avvocato ligure candidato alle Europee nelle file di Casapound che ieri a Palazzo Fibbioni, sede del municipio aquilano, ha presentato, tra polemiche e qualche momento di tensione per via della presenza di manifestanti antifascisti, il suo ultimo libro La morte della Repubblica, pubblicato da Altaforte, casa editrice vicina all’estrema destra.
Mori, da anni tra i maggiori nemici dell’Unione europea e della moneta unica, ha visitato L’Aquila per la prima volta.
“Fa impressione vedere che dopo dieci anni ci sia ancora molto da fare – ammette ad AbruzzoWeb – Senza dubbio è un processo molto complicato, ma è pur vero che uno Stato a moneta sovrana ha il dovere di spendere illimitatamente per rimettere in piedi sia la città dal punto di vista strutturale, sia da quello economico-sociale”
“Invece – prosegue – qui la disoccupazione cresce, i giovani vanno via e la ricchezza, in un contesto di vincoli di bilancio e di tagli alla spesa pubblica, viene gestita da pochi. Ma la nostra Costituzione, che noi di Casapound difendiamo dalla aggressione dei Trattati europei, impone la piena occupazione”.
“E troppo spesso questo concetto viene dimenticato da troppe persone, comprese quelle che, da una certa sinistra, ci contestano anche qui all’Aquila”, afferma l’avvocato.
“Cosa mi aspetto dalle Europee? Un grande risultato. Noi di Casapound siamo gli unici ad essere rimasti coerenti con il nostro programma, che prevede, tra le altre cose, l’uscita dall’Euro. Anche se i media nazionali continuano a darci pochissimo spazio, forse perché hanno paura della nostra chiarezza e delle nostre idee. Altro che par condicio!”, conclude.




