L’AQUILA – Impegno e solidarietà nell’assistenza ai poveri e ai migranti che giungono in città dopo essere sbarcati sulle coste italiane, nonostante la Prefettura dell’Aquila “dal mese di aprile 2016 non stia più versando al Movimento celestiniano dell’Aquila i 32 euro di contributo giornaliero previsto per ciascuno dei 150 richiedenti asilo, assistiti nel centro di prima accoglienza di piazza d’Armi”. 

Questa la difficile situazione descritta oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione delle attività dell’associazione Fraterna Tau Onlus che da oltre sette anni si occupa, all’interno del Movimento Celestiniano, di aiutare i più bisognosi, nella struttura realizzata dalla Protezione Civile in seguito al sisma del 2009 e con le donazioni dei lettori del quotidiano Il Centro. 

“Sono finiti i fondi destinati alle associazioni che hanno vinto i bandi per l’accoglienza dei migranti – spiega Floro Panti, presidente del Centro studi celestiniani – e noi andiamo avanti mettendo soldi di tasca nostra, o grazie alla raccolta alimentare e alle donazioni. Ma per quanto tempo ancora potremo continuare?”.

Secondo i dati, sono 253 in tutto i nuclei familiari assistiti, di cui 101 italiani e 152 stranieri, con pasti caldi giornalieri, aiuti economici per l’acquisto di medicinali, consulenza legale gratuita, attività culturali, turistiche, sociali che si realizzano per favorire chi è in difficoltà. 

Per sostenere l’associazione e favorire l’integrazione, è stato illustrato un ricco calendario di attività natalizie: dal gran galà di beneficenza per raccogliere fondi per la mensa di Celestino, il 9 dicembre prossimo, alla cena multietnica del 16 dicembre, dai laboratori gratuiti di attività ricreative per bambini nei giorni 10, 17 e 23 dicembre alla rappresentazione teatrale in vernacolo “Lu Sant’Antonie” il 17 gennaio 2017, e infine i mercatini di natale allestiti sul sagrato davanti la chiesa di San Bernardino, sempre in piazza d’Armi, dall’8 dicembre al 6 gennaio. 

“Il migrante è percepito come un problema – ha sottolineato nel corso della conferenza Paolo Giorgi, coordinatore delle attività del Movimento Celestiniano – perchè è errato il messaggio che arriva alla gente. Guardiamo come le persone reagiscono alle richieste di aiuto di questi migranti che hanno lasciato la loro terra, in cerca di sicurezza, portando addosso i segni delle sofferenze subite, c’è rifiuto. Ed io mi chiedo: non ci commuovono i segni di queste violenze? Abbiamo forse perso la memoria delle storie di altri migranti, i nostri nonni e genitori e la disperazione che c’era nei loro racconti?”.

Storie di dolore che diventano storie di speranza, come nel caso delle due bimbe nate proprio in questi giorni, Greta e Bettina, e di altri 3 bebè in arrivo, figli di donne che hanno attraversato il mare per cercare un futuro migliore e oggi sono ospitate nelle strutture del centro celestiniano.

Qui hanno trovato vitto, alloggio, vestiario, assistenza sanitaria ma anche inserimento scolastico, formazione e orientamento al lavoro, per favorire l’integrazione e sfatare il mito del migrante come “l’untore della difficile situazione socio economica in cui viviamo – ha affermato Padre Quirino Salomone –.Siamo anche noi sulle stesse barche che affondano, come quelle dei migranti. Stanno affondando anche i nostri poveri, per colpa di un’economia che soppianta i diritti delle persone”. 

“Basta aizzare gli aquilani contro gli immigrati – ha continuato Padre Quirino – facciamo in modo che, in futuro, siano loro a ricordare noi per l’aiuto che gli abbiamo offerto. La ricostruzione di questa città passa anche attraverso l’accettazione che sarà una ricostruzione di una società mista, fatta anche di tante altre fedi”.

Un messaggio di speranza e di fede che, secondo la guida spirituale del movimento celestiniano “traspare nella figura del migrante che, dopo aver perso moglie e figlio nella traversata, ha portato la fiaccola che ha acceso il fuoco della Perdonanza. Il simbolo del perdono”.