L’AQUILA – I cancelli degli stabilimenti del Gruppo Finmek dell’Aquila e di Sulmona si stanno chiudendo definitivamente.

Nel decreto “milleproroghe”, infatti, non sono stati inseriti i fondi economici per garantire a questi lavoratori l’allungamento di altri tre mesi della cassa integrazione in deroga.

Nelle prossime ore, perciò, il commissario straordinario del Gruppo Finmek, Gianluca Vidal, metterà in liquidazione i due siti aquilani.

Va sottolineato che 200 maestranze della Finmek Solution del capoluogo abruzzese e circa 140 persone del sito di Sulmona non potranno usufruire di nessun ammortizzatore sociale.

Nei prossimi giorni i sindacati organizzeranno un’assemblea con i lavoratori. Le sigle sono preoccupate, in quanto gli operai della Finmek non avranno più la speranza di avere un lavoro.

“È una disfatta – dice il segretario provinciale della Uilm-Uil, Clara Ciuca – della politica aquilana e regionale. È dal lontano 2002 che questi lavoratori ascoltano le ’favole’ dei politici, di entrambi gli schieramenti, i quali hanno promesso di trovare una soluzione industriale, ma nulla si è fatto. Siamo stati presi in giro anche quando, nonostante l’accordo, non si siglava il documento per la divisione dell’immobile, tra L’Aquila Sviluppo e la Finmek”.

La Ciuca aggiunge che “qualche politico cerca di trovare scuse affermando che c’è ancora tempo per trovare una soluzione, ma sono solo chiacchiere. A parole – attacca – sono tutti bravi i politici: come non ricordare l’arrivo di imprese dall’estero o di quelle italiane. Resta il fatto che per lo stabilimento di Padova una piccola soluzione industriale è stata trovata”.

Dello stesso parere è Alfredo Fegatelli, della Fiom-Cgil, che aggiunge “nel milleproroghe si volevano inserire solo tre mesi di cassa integrazione in deroga invece di un anno richiesto. Comunque – prosegue – in questi anni si è pensato solo alla concessione della cassa integrazione e non si è lavorato concretamente a trovare una vera soluzione industriale”.

Gino Mattuccilli della Fim-Cisl se la prende con il governo. “Lo scorso maggio – ricorda – il sottosegretario Gianni Letta, durante una visita all’Aquila, aveva promesso di posticipare la cassa integrazione di un anno. Un’altra promessa non mantenuta, con i lavoratori che sono in mezzo a una strada”.