L’AQUILA – La denuncia su alcuni disservizi all’ospedale San Salvatore dell’Aquila che lo scorso 26 febbraio l’associazione per i Diritti del Cittadino aveva inviato al direttore generale Giancarlo Silveri è rimasta inevasa.

Lo scrive il presidente del comitato, Fabrizio Ettorre, in una lettera aperta indirizzata al manager della Asl e nella quale, non escludendo di adire le vie legali, chiede di intervenire su alcune criticità riscontrate in ambito ospedaliero.

Ettorre, che parla di “totale indifferenza” e “assoluto silenzio”, ribadisce una serie di problematiche rimaste tali.

“In particolare – afferma – mi riferisco ai lunghi ed estenuanti tempi di attesa (che possono raggiungere le 15 ore) cui vengono sottoposti tutti i pazienti che accedono al Pronto Soccorso. Il più delle volte durante tali attese questi ultimi, spesso persone anziane, sono costretti a rimanere parcheggiati sulle sedie, senza nessun tipo di assistenza, aspettando di essere chiamati per essere sottoposti a visita medica o per conoscere gli esiti degli esami diagnostici eseguiti”.

Nonostante quanto già denunciato a febbraio l’associazione per i Diritti del Cittadino denuncia, inoltre, che “in alcuni casi si continua a fare effettuare prelievi ematici a studenti in scienze infermieristiche, che non potrebbero in alcun modo operare in tal senso, se non preventivamente autorizzati dai pazienti, ma anche in questo caso sempre e comunque sotto l’esclusiva responsabilità del medico di turno, ovviamente presente”.

“Inoltre – si legge ancora nella lettera aperta – continuo a riscontrare l’esecrabile prassi in base alla quale alcuni medici strutturati vengono sostituiti dagli specializzandi durante l’esecuzione di visite o di percorsi diagnostici, senza che i pazienti siano informati da nessuno. Sarebbe semplice ovviare a tale problematica, ad esempio obbligando gli allievi infermieri e i medici tirocinanti ad indossare un cartellino con le proprie generalità e il ruolo rivestito, come già suggerito nella nota dello scorso 26 febbraio”.

Sempre secondo il presidente dell’associazione scrive: “sembrerebbe che talvolta vengano rinviati alcuni interventi chirurgici programmati. Pare legittimo chiedersi se subiscano lo stesso trattamento proprio tutti i pazienti e quindi anche quelli che si sono sottoposti a visite a pagamento presso studi privati di alcuni medici. È grave che si verifichino tali condotte e che gli ospedali si comportino come aziende a tutti gli effetti, non solo nel conseguimento degli obiettivi economici, ma addirittura nel porre in secondo piano i diritti delle persone malate”.

Fabrizio Ettorre sollecita, infine, “un fattivo, concreto e urgente intervento” da parte del manager Silveri “volto alla risoluzione di tutte le criticità evidenziate. In caso – contrario – conclude la lettera aperta – mi vedrò costretto ad adire la via giudiziaria”.