L’AQUILA – Nuova polemica tra il presidente della Consulta degli stranieri dell’Aquila, Gamal Bouchaib, ed il consigliere straniero al Comune dell’Aquila, Roland Vide. Tra i due c’erano già state scintille qualche settimana fa, dopo la proposta di Vide della costruzione di una moschea nel capoluogo; ipotesi bocciata da Bouchaib, che è anche presidente dei musulmani moderati d’Italia, perchè “non condivisa con tutte le comunità di immigrati presenti all’Aquila”.

Oggi Vide viene accusato di “incapacità amminsitrativa” e per questo ne vengono chieste le dimissioni.

LA LETTERA DI BOUCHAIB

“Sono mesi che chiediamo le dimissioni del consigliere straniero Roland Vide, che continua ad ignorarli  con il  suo solito  silenzio che ha scosso la comunità straniera oltre il terremoto e che ha fatto intravedere il desiderio di rappresentarci da solo e per forza ”  dichiara cosi il presidente della consulta stranieri Gamal Bouchaib sulle dimissioni da consigliere comunael invocate dalla consulta  al consigliere
Roland Vide.

“Il consigliere Roland Vide, aldilà del suo lato umano apprezzabile da tutti, è incapace amministrativamente in un momento di grande vulnerabilità del nostro territorio a gestire un mondo cosi complesso come quello dell’immigrazione . Incapace  amministrativamente anche a vedere le conseguenze di un ordine del giorno come quello di chiedere alloggi ai lavoratori stranieri quando dovrebbe farlo per chi l’ha votato ed residente da parecchi anni in questa città”.

“Incapace amministrativamente  perché la presentazione dell’ordine del giorno per la costruzione di un luogo di culto a nome di una comunità macedone che non è sapeva niente  è frutto di una sua iniziativa personale a carattere elettoralistico  che avuto gravi danni sia sulla comunità macedone e musulmana in generale  sia  sulla serenità che questa città cerca di recuperare senza attriti sociali”.

“La consulta stranieri al comune delll’Aquila è stata marginalizzata e messa nel dimenticatoio amministrativo comunale da tre anni  perché il consigliere si occupa di altri ordini del giorni che non sono di esigenza della popolazione immigrata di questa città.”

“Dimettersi – conclude il presidente della consulta – significherebbe avere una responsabilità istituzionale visto il fallimento di tre anni e mezzo di rappresentanza del consigliere straniero dove non ha intascato un obiettivo  e soprattutto rispettare la volontà dei cittadini stranieri che pensano ad un cambio di rotta per il bene di tutti”.