L’AQUILA – Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, candidato alle elezioni europee del maggio 2014 con il Partito democratico o con Sinistra ecologia libertà: è la voce sempre più insistente che circola negli ambienti politici del capoluogo e anche a livello nazionale.

Nell’ambito del centrosinistra, Cialente viene considerato uno dei primi cittadini più popolari, considerando la notorietà acquisita nel post-sisma con le battaglie che l’hanno portato, soprattutto negli ultimi tempi, anche a polemizzare con i rappresentanti democrat ai vertici del governo, tra cui il premier, Enrico Letta.

La sfida si annuncia dura: il collegio nel quale si trova l’Abruzzo è formato pure da regioni molto popolose (Calabria, Campania e Puglia, oltre alle “piccole” Basilicata e Molise), per questo serve l’aiuto di una macchina di partito ben oliata e disposta a correre per lui, come accadde nel 2004 per l’ex governatore Ottaviano Del Turco, abbinato a pezzi da 90 della lista Uniti nell’ulivo come Massimo D’Alema e il giornalista Michele Santoro.

Consapevole di queste difficoltà, in prima battuta Cialente ha detto no, ma poi, capito che potrebbe ritagliarsi un ruolo da protagonista e non da semplice comprimario, ha cominciato a prendere seriamente in considerazione l’idea.

A solleticare l’appetito di Cialente, la circostanza che potrebbe correre per un seggio a Bruxelles e, nello stesso tempo, mantenere la sua poltrona in municipio: la legge, infatti, prevede solo l’incompatibilità e l’opzione tra le due cariche prevede tempi abbastanza lunghi.

Una parte del Pd vedrebbe di buon occhio questa eventualità, in quanto viene considerato un sindaco “ingombrante” e senza troppi peli sulla lingua, cosa che l’ha portato spesso a scontrarsi, pubblicamente, con alcuni esponenti della sua maggioranza. Inoltre il suo approdo nei palazzi del potere europei libererebbe un posto cui alcuni hanno cominciato a fare la bocca.

Però ci sono due ostacoli da superare: da un lato la sconfitta sonora rimediata da Gianni Cuperlo, che Cialente sosteneva, alle primarie democrat dello scorso 8 dicembre a vantaggio di Matteo Renzi, una figura che il sindaco ama poco, dall’altro l’alto numero di voti necessari per primeggiare nella competizione.

Non è un caso che un europarlamentare, diretta espressione dell’Aquila città, manchi da quasi 15 anni: gli ultimi sono stati Lorenzo Natali (Democrazia cristiana) ed Elena Marinucci (Partito socialista), non volendo conteggiare il marsicano Del Turco.

Per questo una delle ipotesi è quella di un trasloco nella lista di Sinistra ecologia  libertà (Sel), una formazione nella quale servirebbero meno preferenze ma che dovrebbe comunque superare la soglia di sbarramento: attualmente fissata al 4% su scala nazionale. Pierluigi Biondi