L’AQUILA – Aquilani commossi ed emozionati ieri per l’incoronazione della storica tela della “Madonna salus populi aquilani”.

La cerimonia è stata svolta nel corso di una solenne celebrazione nella chiesa di San Giuseppe artigiano di via Sassa, in pieno centro storico terremotato, officiata dall’arcivescovo metropolita monsignor Giuseppe Molinari.

Tantissimi i fedeli che hanno assistito al posizionamento di due corone dorate sulla testa della Madonna e su quella del Bambino che tiene in braccio, nel gesto dell’allattamento.

“Vogliamo deporre una corona nella speranza che porti giorni di rinascita e progresso alla città – ha detto Molinari – e ci auguriamo che protegga il popolo aquilano”.

Tra i presenti, in prima fila, anche il prefetto del capoluogo, Francesco Alecci, protagonista in questi giorni del braccio di ferro con il sindaco, Massimo Cialente (lui invece assente), sulle proteste istituzionali, fascia riconsegnata e tricolori ammainati, per la carenza di fondi per la ricostruzione. Alecci non ha rilasciato dichiarazioni.

Secondo la leggenda, il quadro sarebbe arrivato in città dopo il terremoto del 1703, per opera del frate cappuccino Giuseppantonio da Trivigliano. Il dipinto fu portato nella chiesa di San Marco, dove divenne in breve tempo famoso come fonte di “favori” e miracoli.

Nel 1950 la prima incoronazione solenne, da parte del cardinale Federico Tedeschini. La notte del terremoto il dipinto è finito tra le macerie della chiesa di San Marco dopo una caduta di 15 metri. Il 3 maggio 2009 è stato recuperato dai Vigili del fuoco e riportato all’originario splendore.

Sarà ospitato nella chiesa di Santa Maria del Suffragio in piazza Duomo (nota come ‘delle Anime Sante) dove resterà fino alla ricostruzione della chiesa di San Marco, per la quale è prevista una spesa di 6 milioni di euro dalla delibera Cipe da 2,2 miliardi.