L’AQUILA – Per l’incontro di primavera del Panathlon dell’Aquila non poteva essere scelto un tema così adeguato e opportuno: “Dagli Appennini alle Ande”. Una serie di interessanti viaggi e le scalate delle più alte vette degli Appennini, delle Alpi, delle Ande, del Caucaso, attraverso la documentazione fotografica e le descrizioni dell’ospite di turno: Mario Placidi, abruzzese di adozione, nato a Caracas nel 1983.
Ha trascorso l’adolescenza all’Aquila, nell’ambiente familiare è stato educato dal padre all’amore per la montagna, da cui è rimasto affascinato fin dalle prime avventure sul Gran Sasso d’Italia. Infatti, ha scalato più volte il Gran Sasso e il Corno Piccolo in comitiva e, spesso, in solitaria.
Per ragioni di studio si è trasferito a Milano, dove ha conseguito, presso il Politecnico, la laurea in Ingegneria Aerospaziale. Tra un esame e l’altro si è cimentato nelle scalate classiche delle vette alpine, tra le quali non poteva mancare la quota 4.810 del Monte Bianco. Sempre in questo periodo ha viaggiato per tutti i continenti del globo alla scoperta di nuovi spazi, di nuove esperienze e di una nuova identità personale.
Ha percorso in lungo e in largo la Siberia in un avventuroso viaggio di 30 mila chilometri con partenza dall’Aquila e destinazione Vladivostok. Ha attraversato la foresta amazzonica. Ha effettuato dei faticosi trekking sugli altipiani venezuelani, scalando anche il Pico Bolivar a quota 5.000 e la vetta denominata Roraima. Lungo i confini della Russia con la Georgia si è cimentato con successo nella scalata del Monte Elbrus a 5.642 metri di altitudine.
In perfetta solitudine, indipendenza e autonomia ha effettuato una serie di impegnativi viaggi come New York-Città del Messico e ritorno “on the road”, la costa orientale australiana, il deserto del Sahara. Naturalmente ha visitato con passione quasi tutti i monti più belli d’Europa.
Nell’ottobre del 2012 decide di dare una svolta alla propria vita. Abbandona il suo posto di lavoro, si libera di tutti i beni che lo tengono legato nel posto di residenza e, insieme con la moglie, decide di affrontare un viaggio senza meta, senza una pianificazione e senza limiti di tempo, per scoprire i sapori di una vita intensa, giorno dopo giorno, vivendo cose semplici che facciano sentire vivo l’individuo, senza preoccupazioni e senza tutta quell’apparato burocratico che accorcia sensibilmente la vita dell’uomo.
Si dirigono alla volta di Rio de Janeiro per poi raggiungere Ushuaia, la città più a sud del mondo, a soli mille chilometri dall’Antartide, percorrendo più della metà del Sud America e tutta la Patagonia, dove scalano montagne e attraversano immensi ghiacciai. Nel viaggio di ritorno hanno percorso quasi tutta la catena Andina tra il Cile e l’Argentina. Si cimentano nelle scalate di diverse vette collocate tra i 4.000 e i 6.000 metri di quota, coronando il sogno di scalare la montagna più alta del Sud America e dell’emisfero occidentale: l’Aconcagua, la cui vetta raggiunge i 6.962 metri.
Dopo aver visitato la Bolivia e il Brasile, i coniugi Palcidi osserveranno una breve pausa in Argentina, dove la consorte decide di effettuare una esperienza lavorativa. Il richiamo della montagna che lo ha tenuto a battesimo, il Gran Sasso, lo ha riportato temporaneamente all’Aquila, dove si fermerà il tempo necessario per ritemprare il fisico e lo spirito e per programmare nuovi e più avventurosi viaggi.
La conviviale del Panathlon avrà luogo giovedì 23 maggio prossimo, alle ore 20, presso il ristorante “Fattoria Antica Forconia”.





