L’AQUILA – Si combatte questa mattina nell’aula consiliare del Comune dell’Aquila la battaglia definitiva sulla questione delle incompatibilità tra le cariche politiche ed elettive e il ruolo di progettista, direttore dei lavori, collaudatore di opere nella ricostruzione, nonché presidente di consorzio e amministratore di condominio.
Una previsione contenuta nella legge Barca sul passaggio dalla gestione commissariale a quella ordinaria che ha fatto molto discutere in città.
Intanto c’è già una vittima eccellente: il presidente dell’Azienda per la mobilità aquilana (Ama), l’ingegnere Olivo Ciccarelli, si è dimesso da qualche giorno perché ha degli incarichi come libero professionista e, interpretando la norma in maniera restrittiva, ha voluto rimuovere le eventuali cause di incompatibilità.
“La stessa cosa – spiega il presidente della commissione comunale di Vigilanza, Raffaele Daniele (Udc) – ha fatto un membro del consiglio di amministrazione dell’Asm, ma io chiederò che la cosa sia estesa a tutti coloro che sono nominati dalla politica e che si trovano nelle medesime condizioni”.
Ma è l’argomento Piero Di Piero a tenere maggiormente banco: l’esponente del partito della Vela è finito nell’occhio del ciclone a seguito di un esposto presentato al tribunale dell’Aquila dal primo dei non eletti della stessa lista, l’avvocato Alessandro Piccinini. In quel momento i termini della legge Barca non erano ancora decorsi, quindi il giudice gli ha dato torto, ma il legale aquilano ha replicato l’istanza con una diffida inoltrata al sindaco, Massimo Cialente, a tutti i consiglieri comunali e notificata pure al prefetto, Francesco Alecci .
Al primo punto dell’ordine del giorno del Consiglio c’è proprio la contestazione della posizione di Di Piero, con l’assise civica che dovrà esprimersi in merito, sempre che non passi l’ipotesi del capogruppo di Sinistra ecologia e libertà, Giustino Masciocco, che porrà una questione pregiudiziale circa la competenza dell’aula sulla questione.
“La legge, in punto di diritto, è incostituzionale – è di nuovo Daniele a parlare – ma c’è e dobbiamo farci i conti” e dice di non sapere “come voterà il centrodestra”.
Chi sicuramente, tra i banchi dell’opposizione, non farà sconti è il capogruppo di Appello per L’Aquila, Ettore Di Cesare, uno dei più strenui sostenitori della parte sulle incompatibilità della legge Barca.
Per Di Cesare si è perso fin troppo tempo: “il presidente del Consiglio, Carlo Benedetti, doveva chiedere a tutti i consiglieri e gli assessori di dichiarare di non trovarsi nelle condizioni previste dalla norma, così entro i termini fissati dalla legge avremmo avuto un quadro più chiaro”.
“Per me non è in discussione solo Di Piero ma lo siamo tutti – aggiunge – oggi mi aspetto che se qualcun altro è incompatibile lo dica, io certo non lo sono”.
Quanto al consigliere Udc, però, Di Cesare afferma che “se non ha rinunciato ai suoi incarichi sarebbe scandaloso se l’aula lo salvasse”. A tal proposito annuncia la volontà di “chiedere il voto palese, per smascherare chi intende trincerarsi dietro lo scrutinio segreto”.
Sempre grazie all’esponente di Appello per L’Aquila, il Consiglio di oggi andrà in diretta streaming sul sito del movimento: “la città deve sapere come si comportano i rappresentanti del popolo”.



