L’AQUILA – È stato confermato questa mattina l’arrivo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all’Aquila per la serata di inaugurazione del nuovo Auditorium, che in veste ufficiale comincerà domenica 7 ottobre al Parco del Castello alle ore 18.30.
A ‘collaudare’ per la prima volta la struttura, pensata e ideata dall’architetto Renzo Piano, sarà il maestro Claudio Abbado, che dirigerà dentro questo ‘bizzarro’ immenso Stradivari l’Orchestra Mozart, che avrà al suo interno come violino solista Isabelle Faust (che suonerà non a caso lo strumento dal prezioso nome) e la grande viola solista di Wolfram Christ, uno dei più grandi esecutori internazionali del musicista tedesco.
Già in mattinata Abbado offrirà a tutti una prova generale dell’Orchestra, ma si dovrà per questa speciale occasione, prenotarsi in tempo. Dopo la rituale conferenza stampa di presentazione dell’evento da parte delle istituzioni locali alle 12, nel pomeriggio (dalle 14 alle 16) ci saranno piccole visite guidate all’interno dell’Auditorium e alle 17 l’atteso taglio del nastro.
Un grande maxischermo, posto esternamente al complesso di Piano, seguirà minuto per minuto tutti i momenti del grande concerto inaugurale (tra i concerti di Bach ci sarà l’inedita partitura del concerto per viola, archi e continuo in re maggiore), che per ragioni di ordine pubblico verrà riservato solo alle istituzioni e allo staff organizzativo).
L’incipit della grande “Festa per la musica” aprirà il sipario su una serata musicale imperdibile, che dalle 21 si protrarrà fino a notte inoltrata, senza mai fermarsi. L’Orchestra sinfonica abruzzese presenterà la sinfonia di Mozart in sol minore n.40 k550 eseguita dal primo violino Ettore Pellegrino. Una selezione poi del ‘commento sonoro’ del film ‘Guerre Stellari’, scritto da John Williams verrà eseguito dall’Orchestra di Fiati del Conservatorio aquilano Casella e diretto dal maestro Rinaldo Muratori.
Seguiranno un celebre Rondò di Schubert (interpretato dall’Orchestra Giovanile abruzzese), Respighi (I solisti aquilani), una selezione di canti (‘scelta’ dalla Corale Novantanove e dopo la successiva tappa musicale ci sarà l’esecuzione della Corale Gran Sasso), 7 piccoli divertimenti per archi di Haydn (Orchestra da camera aquilana), lo Stabat Mater del Pergolesi (Insieme strumentale ‘Serafino Aquilano’).
Il Quintetto di fiati dell’Officina Musicale dedicheranno alla figura di Roberto Corradetti le occasioni musicali scritte da Servilio, Conti, Fischione e a seguire ‘Gli Archi del Cherubino’ dedicheranno a Vivaldi e alla sua ‘follia’ un concerto per archi. La lunga passeggiata proseguirà tra le note Vincenzo Vivio che dirigerà il Coro della Portella, con un pout pourri di Canti popolari abruzzesi e trentini, a suggello di una importante e preziosa amicizia; la Schola Cantorum San Sisto diretta dal maestro Carmine Colangeli sarà un altro magico incontro tra le ‘stelle’, che dall’una in poi avrà come ‘ospiti’ il Trio 99, la voce di Cinzia Bonura, il cajon di Patrizio Migliarini, la chitarra di Giampaolo Biondi.
E con i Jammin Fools, i Dea Madre e i Dabadub System la notte regalerà altre sonorità, nel segno di una musica nuova, mai alternativa. La notte in ogni caso è aperta a tutti. Chi vorrà partecipare potrà rivolgersi a direzione [email protected] ma entro sabato 29 settembre.
“Questa lunga giornata sarà la nostra festa – queste le parole dell’assessore alla Cultura Stefania Pezzopane – quella di una città che ha bisogno, ora più che mai, di credere e ripartire, nonostante le pericolose difficoltà vissute e il rischio di un rovinoso tracollo di tutte le istituzioni, grandi e dunque anche piccole, artistiche e musicali. La musica rappresenta il grande motore di avanzamento sociale e culturale. E disperdere questa energia sarebbe un peccato imperdonabile”.
Abbado non è dunque l’unica stella di questa notte sonante, ma sicuramente la più dissonante. “Ha raccolto in una sola occasione – ricorda il maestro Guido Barbieri, direttore artistico della Società Barattelli – i migliori interpreti internazionali di Bach. Sarà la sua una grande orchestra da camera, con i musicisti che si ascoltano e dialogano tra loro in una dimensione intima. La suggestione che offrirà la musica si sposa magnificamente con lo spirito della struttura ospitante e delle atmosfere di Stradivari”.
Tutto è pronto dunque, variazioni dell’ultim’ora permettendo. Mancherà solo dunque una necessaria ‘prova d’orchestra’ prima di iniziare. E sarebbe bello che prima del concerto, approfittando della presenza del Presidente Napolitano, qualcuno lasciasse un segno imprevisto, per far sentire anche dell’altro: cosa c’è, ad esempio, dietro le quinte, tra le ferite di Nostra Signora Cultura, malata e sofferente, in scena sempre nobile, bella, dignitosa. Fino ad ora, naturalmente. Gridare una voce, una nota, strampalando magari per un solo istante le regole della partitura, anche se per poco, potrebbe essere utile.
Magari qualcuno con un buon orecchio potrebbe ascoltare e capire: improvvisando una clamorosa dissonanza non costa nulla, come una grande stecca d’autore. Mai realizzata.



